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Mako non sapevo che tutti i Presidenti della Repubblica fossero stati nelle galere del Duce, sapevo di almeno uno. E' vero che i tedeschi violarono per primi il Patto d'acciaio (così come i tedeschi e gli austriaci il patto di alleanza nella 1^ G:M:, corsi e ricorsi storici..) come tu dici giustamente. Ma il patetico fu che allora il regime ricorse alla famosa "lista della spesa" presentata ad Hitler per giustificare l'assenza dalla battaglia; statisti seri si sarebbero comportati forse diversamente, in maniera meno servile e bizantina.
Poi, nonostante la palese impreparazione, benchè non invitati, pretendemmo pure di banchettare alle spalle di chi cadeva, insieme a quelli che, benchè criminalmente ed a torto, almeno avevano combattuto la battaglia: le direttive delllo S.M. subito dopo la dichiarazione di guerra sul fronte delle Alpi furono di attesa nel fondovalle.....mentre gli inglesi bombardavano Torino e la flotta francese sparava sulla Liguria.
Forse Mussolini e i suoi accoliti criminali pensavano, all'italiana, di ripetere quello che aveva fatto Stalin in Polonia che, quasi senza colpo ferire aveva "conquistato" sei mesi prima mezza Polonia, Estonia Lettonia e Lituania, ma là le cose erano state progettate ed erano andate ben diversamente, anche per il peso industriale, militare e politico dei due sistemi totalitari.
Lungi da me l'idea dell'approvare l'idea dello sparare alle spalle dei tedeschi, la guerra civile fu davvero una tragedia ed i nazisti calcarono la mano brutalmente, insieme ai fascisti. Però mi ripeto la stessa domanda a vuoto: perchè loro erano in Italia in armi ed equipaggiati di tutto punto e il nostro esercito rimase in giro per l'Europa a fare da polizia (con risultati criminali in Jugoslavia, tra l'altro)?
Chi permise e incoraggiò con la sua inettitudine la agevolissima presa della penisola da parte dei tedeschi nel 43?
Ho letto che Rommel voleva usare il pugno di ferro e Kesserling le vie più morbide, per evitare inutili perdite e difatti vinse Kesserling che ottenne il comando da Hitler della zona di operazioni. Quali mezzi usò e con chi? Mah...
Ciao
 
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quote:
Originally posted by Bluemax137:
... e' il fatto che nazioni come Francia e Inghilterra, che basavano le loro fortune su imperi coloniali, si siano arrogate il diritto di crtiticare l'Italia (sino ad arrivare alle sanzioni) per la guerra di Etiopia. Insomma, con quale faccia? E' proprio il caso di dire il bue che dice cornuto all'asino. Sino a quel momento l'Italia aveva mantenuto ottimi rapporti con le potenze democratiche. Soprattutto con l'Inghilterra. ....
Comunque sono state proprio queste nazioni che a mio avviso senza diritto, ci spinsero nelle braccia di Hitler. Hitler che Mussolini non ha mai amato...
Bluemax


Su questo sfondi una porta aperta...già detto in un altro famoso post degenerato e chiuso da turko il grande Big Grin

Indirettamente fu proprio l'inattività di Francia ed Inghilterra, nonchè la sua ingordigia a spingere Mussolini ad allearsi con Hitler, il primo trattato con la Germania, quello dell'asse Roma-Berlino, aveva solo funzione difensiva e non prevedeva l'ingresso in guerra, se non sbaglio...
Altra cosa da rilevare è l'Anschluss, che essendosi di fatto svolto pacificamente, annettendo l'Austria alla Germania, ne faceva proprie anche alcune pretese, tipo la rivendicazione del sud tirolo.
La macchina bellica tedesca aveva già dato prova della sua forza devastante...mentre noi, svenati dalla campagna d'Etiopia e di Spagna poi, non avremmo potuto reggere neanche una settimana ad una eventuale guerra lampo che fosse partita dal brennero con direttiva sud-sud-est...otto milioni di baionette...questo eravamo...contro i panzer e stuka tedeschi. Così si sarebbe preso trentino-alto adige-veneto-romagna-friuli venezia giulia....anni di risorgimento e di guerre per strappargliele...e perderle in una settimana.
Non restava che allearsi col più forte...Mussolini odiava i tedeschi perchè dalla caduta della Repubblica di Wiemar Hitler aveva fatto tutto ciò che lui non aveva fatto nel ventennio!
Mussolini in fondo è sempre stato un invidioso...Balbo in Libia perchè altrimenti sia politicamente che militarmente lo faceva sfigurare...
La Spagna a mio avviso fu solo per motivi politici...per bloccare il tarlo del comunismo...
 
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Bigans io non credo modestamente che l'italia allora avesse titolo (e in nome di cosa poi?) per vantare pretese o diritti coloniali in Africa o altrove. Gli USA allora, senza l'aiuto dei quali l'Intesa NON avrebbe vinto la prima guerra mondiale, almeno nel 1918, cosa avrebbero potuto chiedere? E' invece vero che una parte dell'intellighenzia franco inglese stava sviluppando l'idea di abbandonare il costosissimo sistema coloniale di occupazione militare a favore dello sfruttamento economico di quei paesi, come poi avvenne faticosamente nel dopoguerra e avviene ancora oggi.
Mussolini invece cercava facilmente il consenso interno (il riscatto di Adua, la dimostrazione di potenza, territori dove inviare i poveri cristi desiderosi di lavorare -in Italia si faceva la fame): non effettuava le dichiarate politiche sociali del regime a danno dei latifondisti italianiperchè gli sarebbero costate la cadrega. Lo fece a danno dei "negretti" a suo dire da colonizzare ed istruire. Che poi questo ne comportasse la morte poco importava a lui, si risolveva il problema suo e pace: a ciò aggiungi i costi iperbolici di questa sciagurata iniziativa di creare ex novo infrastrutture in un paese poverissimo ed avrai il risultato.
Hitler poi non avrebbe mai attaccato l'Italia, paese alleato (non lo fece con la confinante Svizzera, perchè di fatto fece quello che lui chiedeva) ed anche perchè, prima della guerra, Francia e Inghilterra si sarebbero schierate subito contro.
Dopo, il Mediterraneo non rientrava nei suoi piani, fu costretto dall'alleato invidioso dei suoi successi che si era impegnato ad attaccare proditoriamente la Grecia, paese amico....
ciao
 
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Si è detto che ad alcuni che hanno partecipato allo sport nazionale di sparare alle spalle dell'alleato è stata data la Presidenza della Repubblica.
Ecco, io non so di Presidenti della Repubblica che abbiano partecipato a quello sport (dato che non erano alleati dell'alleato). Bensì alcuni Presidenti sono stati perseguitati dal precedente regime (alleato dell'alleato).

Sempre a titolo tecnico, e scusate la brevità su una materia che meriterebbe approfondimento.
Affronto una tematica di diritto internazionale, centrata sulla situazione di allora.
L'Etiopia nel 1936 era uno Stato sovrano, facente parte della Società delle Nazioni, ossia l'equivalente (embrionale) dell'odierna ONU. Le sanzioni all'Italia sono state decretate dalla Società delle Nazioni.
Infatti nessuno contestava al tempo all'Italia la titolarità delle colonie di Somalia ed Eritrea (acquisite tra fine '800 ed inizio '900) e di Libia (strappata alla Turchia con la guerra del 1911).
Che questo metodo di aggressione ai popoli locali sia giusto o meno, del resto praticato in precedenza da quasi tutte le altre potenze europee, è altra questione.
Comunque a un certo punto del XX secolo si è voluto cambiare le regole di convivenza degli Stati, con la Società delle Nazioni.
Sostanzialmente, nel 1936, uno Stato sovrano ha aggredito ed invaso un altro Stato sovrano, che aveva gli stessi riconoscimenti e diritti internazionali.
È stato fatto nel 1936, e ci sono state le sanzioni. È stato fatto successivamente in Europa (Cecoslovacchia e Polonia) e non solo dalla Germania, ed è scoppiata la guerra

Goggolino si pone giustamente dei perché su fatti che caratterizzarono l'entrata in guerra dell'Italia, la sua conduzione, e quello che avvenne all'armistizio.
E quindi, secondo me giustamente, sposta l'attenzione dal concetto di "tradimento degli Italiani nei confronti degli alleati", a quello del "tradimento di alcuni Italiani - chi governava, Re compreso - nei confronti del popolo italiano tutto".

Scusate un altro commento "tecnico".
Al momento del "levantamento" di Francisco Franco, in Spagna c'era un governo di coalizione eletto regolarmente e democraticamente dal popolo. Le componenti comuniste o anarchiche erano assolutamente minoritarie. Solo le difficoltà ed il caos provocate dalla guerra civile hanno creato le condizioni affinché a un certo punto queste prendessero concretamente il sopravvento.

Si tratta semplicemete di tenere a mente delle fotografie non confuse della situazione in un certo momento, altrimenti con questo approccio, tra qualche anno si potrebbe dire che l'Iraq è stato attaccato per combattere l'estremismo islamico (che ora infatti lì domina).
Attenzione, nessuna somiglianza tra l'Iraq di Saddam e la Spagna repubblicana.

Questo messaggio è stato modificato. Ultima modifica da: SMV_Mako,
 
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quote:
sposta l'attenzione dal concetto di "tradimento degli Italiani nei confronti degli alleati", a quello del "tradimento di alcuni Italiani - chi governava, Re compreso - nei confronti del popolo italiano tutto".

unitamente al fatto che la guerra, cominciata come formalità e finita in tragedia, ha contribuito ulteriormente ad accentuare questo contrasto o tradimento che dir si voglia...
molte città sono state bombardate da tutti, alleati e tedeschi, condizione molto diversa dagli "ammaricani" che la guerra l'han combattuta in casa d'altri Wink
 
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In realtà al momento dell'armistizio le forze armate italiane non erano solo in giro per l'Europa a far da poliziotti, ma da quello che so in Italia eranno numericamente superiori a quelle dei Tedeschi.
Solo che, come prima non erano in grado di opporsi validamente alle forze anglo-americane, tantomeno lo furono dopo l'8 settembre di opporsi ai Tedeschi, nonostante fossero oggetto di atti ostili che secondo le direttive emanate dovevano produrre una reazione armata commisurata.
Nello stivale, tra le poche cose, si tentò di difendere Roma. Fuori ci furono vari drammatici episodi, tra cui quelli di Cefalonia e di altre isole dello Ionio e dell'Egeo.

A proposito di poliziotti, per fortuna c'è qualcuno che sa che purtroppo noi non fummo tutti "Italiani brava gente".
Le atrocità commesse, soprattutto in Yugoslavia, furono purtroppo propedeutiche a tutto quello che avvenne in Istria, Dalmazia e Venezia Giulia alla fine della guerra....perdita di territori e altrettante atrocità subite dalla popolazione di etnia italiana.
Anche qui, a parte le valutazioni etiche, andrebbe ridefinito il concetto di "tradimento" degli interessi della Patria e del Popolo italiano.
 
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Mako sono contento che pian piano la panzana degli "italiani brava gente" cominci a venir confutata sempre più spesso. Basti pensare oltre alla Jugoslavia alla "pacificazione" della riottosa Libia nel primo dopoguerra, con violenze spropositate a danno dei civili e deportazioni varie.
La mia idea era che, nel 1943, con l'invasione angloamericana alle porte, non aveva senso, se si voleva davvero salvare il suolo della patria, continuare a occupare altri paesi, per importanti che fossero, in quanto poi i reparti sarebbero rimasti isolati ed indifesi in terra straniera, come puntualmente avvenne.
Solo che nessuno voleva assumersi la responasabilità di farlo e soprattutto di dirlo ai tedeschi, in quanto li avevamo chiamati in casa convinti che avrebbero fatto la guerra per noi (i soliti italiani furbi....). Però coi deboli erano implacabili e spietati: è noto che tra il 25 luglio e l'8 settembre 1943, per disposizione di Badoglio, venne applicato un regime di polizia severissimo (e ritorniamo a Muti...) e furono presi a fucilate pacifici manifestanti e scioperanti un pò in tutta Italia.
 
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concordo, ultimamente si è giustamente parlato molto spesso delle foibe, molto meno dei crimini che hanno favorito e predisposto questo
 
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[QUOTE]Originally posted by goggolino:
1-Bigans io non credo modestamente che l'italia allora avesse titolo (e in nome di cosa poi?) per vantare pretese o diritti coloniali in Africa o altrove...

...non effettuava le dichiarate politiche sociali del regime a danno dei latifondisti italiani perchè gli sarebbero costate la cadrega. Lo fece a danno dei "negretti" a suo dire da colonizzare ed istruire. Che poi questo ne comportasse la morte poco importava a lui, si risolveva il problema suo ...

2-...Hitler poi non avrebbe mai attaccato l'Italia, paese alleato (non lo fece con la confinante Svizzera, perchè di fatto fece quello che lui chiedeva) ed anche perchè, prima della guerra, Francia e Inghilterra si sarebbero schierate subito contro.
[QUOTE]

1-Vedi Gog, a mio parere, parlare di "titolo" o "pretese" o "diritti" non ha tanto senso, proprio perchè all'epoca anche altri stati avevano già spartito la torta Africa senza grande clamore...solo che essendo gli stati leader del vecchio continente - ovvero quelli che alla società delle nazioni contavano - non destava alcun problema alla loro opinione pubblica e senza farsi remore della vita e dei diritti degli africani.

Ok non è una giustificazione valida!

Ma non ha neanche senso dire che l'Etiopia (o Abissinia) era uno stato riconosciuto dalla SDN mentre gli altri no...

Altrimenti significherebbe dire che Kenia, Congo, Marocco, Algeria...non essendo Stati riconosciuti dalla SDN non fossero in realtà già nazioni (come popolo), con loro istituzioni, anche se con regole non scritte e di tipo religioso (usi e consuetudini o la sharìa) diverse dalle nostre...e pertanto erano legittimati ad occuparli militarmente i vari stati europei Francia, Inghilterra, Belgio...

Se vogliamo ricercare dei motivi per i quali l'Italia del ventennio era costretta a portare avanti una politica espansionistica, beh allora dobbiamo sconfinare - a mio avviso - nella reale motrice delle azioni degli Stati capitalistici: l'economia.

Come ben saprai, l'Italia del ventennio aveva una economia di tipo liberista, ovvero l'economia è libera a se stessa ed i mercati non sono regolati dallo Stato, nè tantomeno questo interviene a sostenerla.

In un primo periodo - quello di cui si parla bene - l'economia fascista tira bene perchè rivolta alla ricostruzione a seguito della IGM, alla risoluzione dei problemi di analfabetismo, bonifiche, grandi opere pubbliche...ecc.

In sostanza la produzione industriale trova sbocco sul mercato interno e non vi è stagnazione, grazie anche all'andamento favorevole dell'economia internazionale, con le potenze vincitrici, soprattutto gli USA che riscuotendo i crediti maturati nei confronti dei vincenti finanzia i perdenti e nel contempo fa girare la loro e la nostra economia.

Poi arriva un giovedì di merda! 24/10/1929 è la crisi di Wall Street...l'economia capitalistica liberale ha raggiunto il suo apice e non riesce più a trascinare i mercati..tutto crolla, prodotti invenduti, fabbriche chiuse, disoccupazione, fame....non solo negli USA ma anche nell'ormai connesso vecchio continente.

Gli echi di tale crisi giungono e colpiscono anche l'Italia fascista...per salvare il salvabile si costituisce l'IRI (Istituto di ricostruzione industriale) che aiutando le grandi imprese italiane diventa poi di fatto una grande Holding di Stato, proprietaria di quote quasi di maggioranza di dette ultime.

Mentre negli States un certo Jhon Maynard Keynes elabora un piano di intervento dello Stato nell'economia al fine di stimolare la domanda di beni e rimette in moto l'economia, in Italia ciò non avviene, infatti l'intervento dell'IRI si configura come un mero finanziamento e non uno stimolo alla domanda di beni e servizi.

Pertanto le grandi imprese italiane hanno bisogno di "nuovi mercati" così dissero, come se gli eritrei, gli abissini, im libici ed i somali avessero pronti i denari per comprare le fiat!

E' in quest'ottica che va inquadrato la personalità di Mussolini, uomo a cui si appoggiarono e sul quale fecero grandi pressioni i gruppi industriali italiani.

Poi i discorsi di piazza sull'impero, sulla nuova Roma, sul posto al sole, le potenze plutocratiche...tutte fregnacce che pesano solo sul popolino non istruito e malleabile...panem et circenses, così dicevano i latini...l'importante è che il popolo avesse da mangiare e da divertirsi...al resto pensavano gli imperatori.

Non solo una guerra avrebbe generato nuovi mercati, permesso di acquisire nuove risorse e posizioni strategiche, l'apertura ai mercati asiatici, il collegamento tra le due colonie nell'est africano, ma avrebbe giovato al prestigio nazionale e del duce in campo internazionale, al di là delle iniquie sanzioni di cui "me ne frego!".

Ecco la vera motivazione, che poi morisse qualcuno (etiope o italiano) poco importava...

Tutto è regolato dall'economia, ieri come oggi! Frown

2-Non ne sarei tanto sicuro! Ho letto di recente una recensione su di un libro scritto da un austriaco di cui non ricordo il nome, pubblicato qui in trentino in tedesco ed in italiano, che teorizzava propio quel che ho scritto, alla base di ciò proprio le pretese austriache sul sud tirolo e l'interesse allo sbocco sull'adriatico e mediterraneo tramite il nostro porto di Trieste.

Del resto con la costituzione dell'asse prima e del patto d'acciaio dopo, Hitler ci aveva tastato il polso e sapeva benissimo come Churchill la nostra valenza in fatto di guerra di movimento ed aviazione, nonchè la qualità e la quantità della nostra produzione bellica, in sostanza che eravamo il ventre molle dell'Asse!

Anche se avessimo vinto...eravamo già in ginocchio nel 41 e saremmo restati uno stato satellite della Germania per sempre...oppure a guerra finita, in uno scenario risikiano...saremmo stati attaccati con un pretesto per subire il colpo di grazia!

Ciao
 
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Bigans, sul primo punto sono d'accordo con te che è l'economia che muove tutto nel mondo, anche insieme e parallelamente alla sete di potere dei vari personaggi che la storia catapulta sulla scena Non credo in Italia ci fosse allora una economia di stampo liberista , in quanto da noi il paese era ed è tuttora governato da un'oligarchia di poche famiglie - all'inizio del secolo cui col tempo si sono aggiunti anche altri soggetti (lobbies, politici, massonerie e camarille varie - che tutte le principali attività economiche detenevano e detengono in maniera oligopolistica (in realtà monopolistica...) La storia della FIAT e di come ha condizionato quasi tutto in Italia è un esempio lampante: pensa solo nell'aviazione al FIAT C.R. 42...., oppure pensa oggi ai pagatissimi disservizi di Telecom ed ai prezzi dell'ADSL se vuoi un altro esempio.Pure tu evidenzi giustamente che l'IRI fu un mero finanziatore (di sprechi aggiungerei io, visti i risultati nefasti) senza quella capacità propulsiva sull'economia che analoghi istituti ebbero altrove - citi l'esempio più riuscito, la scuola keynesiana, che negli USA aveva alle spalle risorse ben più ampie delle nostre.
Non concordo però sul fatto che Mussolini fosse costretto dalle pressioni degli industriali a trovare nuovi mercati col cannone in Africa. L'idea di andare in Africa fu sua ed era quella che da Crispi in poi è stata sempre la valvola di sfogo della politica italiana: coprire le sue difficoltà ed incapacità a creare ricchezza in patria - terra di emigrazioni continue e di povertà che non si voleva risolvere con una equa redistribuzione del reddito e delle terre - con la panzana delle nuove terre fertili da colonizzare.Tale menzogna eccitava le masse, convinte di vincere facilmente e di impadronirsi senza sforzo di chissà quali tesori, ma di fatto impoveriva il paese facendo contenti e ricchi solo i militari e gli industriali e dando lustro al re parassita: di qui gli sbarchi in Eritrea, la sconfitta bruciante di Adua, la guerra libica che non viene mai insegnata nelle scuole ma che è la summa delle nostre incapacità. Zone che conquistate a caro prezzo, come tutte le colonie, costavano poi il triplo di quello che rendevano, al punto che gli stati impantanati nelle colonie da tempo non tentavano più tali avventure e mantenevano la formalità delle vecchie colonie più che altro per prestigio (si preferì sin dal primo dopoguerra il sistema del protettorato: come in Palestina, Egitto ed Irak, stati formalmente sovrani ma di fatto economicamente dominati dagli inglesi); i potenti da molto prima del 1936 non colonizzavano più militarmente ma solo economicamente come gli USA. Unica eccezione il Giappone, ma in altro contesto, allargava i confini lontano dalla madrepatria ed in zone ricche di beni da sfruttare.
La crisi del '29 colpì la Germania molto più di noi, ma Hitler se ne guardò bene dall'avventurarsi in Africa od Asia, preferendo allargare i confini nazionali sulla terraferma, scegliendo tra l'altro obbiettivi ricchi.
Mussolini, con il mito inutile della vittoria mutilata, impossibilitato dalla geografia ad espandere ulteriormente i confini in Europa in quanto se da un punto di vista nazionalistico/linguistico non potevamo pretendere più del Ticino e dei Grigioni italiani, di sicuro un'iniziativa di espansione militare in Europa ci avrebbe proiettato in una guerra con una potenza europea che, bella novità, eravamo assolutamente sicuri di perdere.
Così ripercorse la strada "facile" di altri politici e si tagliò i ponti con le democrazie, soprattutto quando Badoglio gli chiese e lui autorizzò l'uso dell'iprite (altrimenti rischiava un'altra disfatta clamorosa e di perdere la faccia).
Sul punto 2, invece, penso che Hitler non guardasse proprio al mediterraneo, che per lui era una seccatura, cui negò qualsiasi priorità in modo un po' miope, sino all'intervento americano: il suo programma era espandersi ad Est. Trovò infatti subito dopo l'Anschluss l'accordo con Mussolini per risolvere il problema dei sudtirolesi che volevano l'annessione: non per niente dopo l'8 settembre "annesse" giuridicamente al III Reich solo Sud Tirolo, Trentino e parte del Friuli compreso Trieste, più che altro per motivi militari. - Se ti interessa ho letto un bel libro sul tema di uno scrittore delle tue parti L. Baratter, Le dolomiti del terzo Reich -. I tedeschi erano in massa in Italia nel 1943 perché noi eravamo incapaci di fare la guerra che avevamo dichiarato e pensavamo di essere più furbi a chiamare loro a farla per noi, come successe con l'Afrika Korp di Rommel, senza pensare che una volta avutili in casa, armati di tutto punto, non era per niente facile farli sloggiare. Infatti gli alleati, nonostante la loro impressionante potenza, ci misero quasi due anni. ciao
 
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È evidente che al di là degli aspetti strettamente formali, quello che conta sono gli aspetti economici.

E allora per questo motivo le contro-argomentazioni di Bigans al punto 1 sono giuste?
Sicuramente filano, suonano giuste.
L'unico piccolo difetto (forse) è che assomigliano a quelle usate dall'Iraq di Saddam quando ha invaso il Kuwait.
Con l'aggiunta (a suo favore) che il Kuwait era stato proprio creato artificialmente dagli inglesi al momento della decolonizzazione.

Allora, chi aggredisce altri stati sovrani ha torto sempre o non ha torto mai?

Certo, lo status quo coloniale era stato creato prima (nel secolo precedente, il XIX) e sicuramente molti avevano interesse a mantenerlo.

Insomma, la storia si evolve, e le società umane ed i governi debbono essere in grado di inquadrarsi nel momento storico mondiale in cui si trovano, ed anche nelle relative "regole del gioco".
Non sto certo dicendo certo che le precedenti conquiste coloniali siano state cose buone e giuste, tutt'altro. Solo che in realtà al tempo non c'erano REGOLE DI CONVIVENZA TRA GLI STATI che proibissero quelle aggressioni.
Con la SDN sono state create, ma al tempo in Italia suonava forte la fanfare del "Mare Nostrum" e dell'Impero, cha faceva balenare nelle menti dei nostri padri e nonni il miraggio del diritto al possesso dei territori dell'Impero Romano, e qualcosa in più, se possibile.

Ma a parte tutte queste considerazioni teoriche, sappiamo bene che persino dal punto di vista economico l'annessione dell'Etiopia all'Impero non procurò e non avrebbe procurato vantaggi. Quindi mi sembra che alla fine siamo tutti d'accordo sul fatto che il problema era quasi esclusivamente di politica interna. Era necessario, non tanto cercare lo scontro (forse perdente) quanto cercare il litigio continuo, mantenere sempre alta la tensione, RILANCIARE SEMPRE, SPERANDO CHE NESSUNO VENISSE A VEDERE IL BLUFF.
E infatti, a parte le sanzioni (nulla di drammatico) il bluff nel '37 nessuno è venuto a vederlo, anche se molti all'estero sapevano che non avevamo carte vincenti.
E allora, è stato fatto l'ultimo e più definitivo rilancio.
Purtroppo per tutti i morti e le tragedie che ha comportato, per quanto ci riguarda si è trattato quasi esclusivamente di questo.

Questo messaggio è stato modificato. Ultima modifica da: SMV_Mako,
 
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Originally posted by goggolino:
Bigans, sul primo punto sono d'accordo con te che è l'economia che muove tutto nel mondo, anche insieme e parallelamente alla sete di potere dei vari personaggi che la storia catapulta sulla scena Non credo in Italia ci fosse allora una economia di stampo liberista , in quanto da noi il paese era ed è tuttora governato da un'oligarchia di poche famiglie - all'inizio del secolo cui col tempo si sono aggiunti anche altri soggetti (lobbies, politici, massonerie e camarille varie - che tutte le principali attività economiche detenevano e detengono in maniera oligopolistica (in realtà monopolistica...) La storia della FIAT e di come ha condizionato quasi tutto in Italia è un esempio lampante: pensa solo nell'aviazione al FIAT C.R. 42...., oppure pensa oggi ai pagatissimi disservizi di Telecom ed ai prezzi dell'ADSL se vuoi un altro esempio.....
Non concordo però sul fatto che Mussolini fosse costretto dalle pressioni degli industriali a trovare nuovi mercati col cannone in Africa. L'idea di andare in Africa fu sua ed era quella che da Crispi in poi è stata sempre la valvola di sfogo della politica italiana:....
...al punto che gli stati impantanati nelle colonie da tempo non tentavano più tali avventure e mantenevano la formalità delle vecchie colonie più che altro per prestigio (si preferì sin dal primo dopoguerra il sistema del protettorato: come in Palestina, Egitto ed Irak, stati formalmente sovrani ma di fatto economicamente dominati dagli inglesi); i potenti da molto prima del 1936 non colonizzavano più militarmente ma solo economicamente come gli USA. ....
Mussolini, con il mito inutile della vittoria mutilata, impossibilitato dalla geografia ad espandere ulteriormente i confini in Europa in quanto se da un punto di vista nazionalistico/linguistico non potevamo pretendere più del Ticino e dei Grigioni italiani, di sicuro un'iniziativa di espansione militare in Europa ci avrebbe proiettato in una guerra con una potenza europea che, bella novità, eravamo assolutamente sicuri di perdere.
.... non per niente dopo l'8 settembre "annesse" giuridicamente al III Reich solo Sud Tirolo, Trentino e parte del Friuli compreso Trieste, più che altro per motivi militari. - Se ti interessa ho letto un bel libro sul tema di uno scrittore delle tue parti L. Baratter, Le dolomiti del terzo Reich -. ciao


Dal punto di vista dello studio e della semantica economica, l'Italia del ventennio era un'economia di stampo liberale; purtroppo è pur vero quel che dici tu a riguardo della Oligarchia di poche famiglie.

Ma questo sappiamo bene in molti che è un malcostume che ci attanaglia dall'Impero Romano a quello di un altro Romano...passando per i vari altri esimi "poltici" italiani che pensano solo al loro tornaconto, di tutte le fazioni...
...così i più moderni Reggiane si vedevano ordinati in quantità esigue rispetto ai meno valenti FIAT...il CR42 costruito fino al 43!!!

La verità amara è che eravamo, siamo e saremo un popolo di opportunisti...dove vince sempre chi fa il furbo e non chi si spezza le ossa...dove la meritocrazia è solo una parola da ricercare su wikipedia...

Dico purtroppo ogni anno ci prendono per i fondelli...ma il bello è che c'è ancora gente "tonta" che crede agli ideali comunista, fascista o democristiano...(che poi hanno tanto in comune...) e ci si infervora....quando poi la realtà risveglia alcuni con una doccia fredda...e ti accorgi che nulla è cambiato...rimuovono un generale che proteggeva i propri ufficiali perchè stavano indagando (molto probabilmente bene!) alla scalata Unipol-BNL...fingono malori con l'ambulanza per arrivare in tempo alla 7 e se ne vantano pubblicamente...assumono in nero portaborse ai Ministeri...e tante PORCATE CHE MI FANNO VENIRE IL FEGATO D'OCA!!!!

Scusate l'OT ma ormai anche questo post è degenerato....

Dal punto di vista strategico l'Etiopia non ebbe alcun valore, se non quello di dimostrare al mondo intero che eravamo PRONTI a lanciarci in guerra...con la solita approssimazione...
Altro valore può essere stato quello di conquistare una zona cuscinetto o entroterra sul quale barricarsi in caso di attacchi inglesi da sud-sud est

Il vero obiettivo strategico da perseguire era quello di bloccare lo Stretto di Bal el mandeb ed impedire i rifornimenti inglesi in Egitto...
senza contare che in caso di guerra sarebbe altresì stato impossibile rifornire l'Impero...
I pochi rinforzi passarono attraverso il deserto grazie agl S81 ed S82...e quindi inevitabile la sua caduta.
Come tutto previsto da Italo Balbo, il quale aveva prodotto piani di attacco all'egitto con direzione sudan, al fine di ricongiungersi e quindi rifornire l'Impero...

Ma del resto, solo un pazzo poteva mettersi contro gli USA...

Ciao
 
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