HITMAN - THE LEGEND OF 47CAPITOLO 18: L'Assassinio di Lai HongVolando verso il Mississippi guardai il briefing della missione da svolgere.
Dovevo assassinare un potente boss mafioso cinese, Lai Hong, che si era trasferito per qualche giorno negli Stati Uniti per assistere al discorso del presidente Lewis De Vito.
Ovviamente aveva scelto di vivere quei pochi giorni in un posto molto sicuro, pieno di guardie del corpo. Dovevo agire senza le mie SilverBallers perché erano state confiscate dall’ispettore Sparrow. Nell’idrovolante trovai una Beretta 92 e le misi il silenziatore.
Guardando la zona della missione su una mappa mandatomi dall’Agenzia riuscii ad atterrarci vicino. Scesi sul molo e cominciai a camminare in direzione del Quartier Generale di Lai Hong. Il Q.G. era collegato ad un ristorante di cui Lai Hong era proprietario e quindi aveva inserito molte guardie del corpo.
Arrivato al ristorante entrai e notai che solo nell’ingresso ci stavano quattro guardie e proseguii per il bar per bere un cocktail, dove il barista capì subito che ero un occidentale e mi disse che qualche giorno prima proprio un occidentale aveva provato ad aprire la cassaforte di Lai ed era finito imprigionato in cantina. Lo ringraziai dell’informazione e pagando il cocktail gli diedi la mancia.
All’improvviso dovetti andare al bagno per fare i bisogni, andando verso il bagno notai che alle mie spalle c’era una guardia che probabilmente stava andando alla toilette. Entrato in bagno andai ad urinare in una toilette, e la guardia in quella a fianco. Finito di urinare notai che la guardia stava defecando. Mi misi a posto ed estrai la pistola silenziata, aprii la porta in cui stava la guardia e gli sparai alla testa uccidendola. Presi i vestiti della guardia, li misi e andai verso la cantina passando dalla cucina notando che il cuoco stava preparando da mangiare.
Scesi le scale e cominciai ad esplorare i corridoi della cantina notando che c’erano molte guardie, almeno due per corridoio. Camminando per i corridoi vedetti le guardie fare la ronda, ma in uno c’era una guardia che stava davanti ad una porta, all’interno ci stava sicuramente il prigioniero.
Per entrare dovevo eliminare la guardia che stava davanti alla porta e quella che faceva la ronda. Seguii quest’ultima e quando raggiungemmo un posto tranquillo estrai la pistola silenziata e gli sparai alla testa uccidendola. Nascosi il cadavere dietro un mucchio di casse e raccolsi da terra l’arma della guardia, un coltello Oyabun, molto letale negli assassini. Andai dall’altra guardia, aspettai che si distrasse e con un colpo deciso del coltello la sgozzai uccidendola. Trascinai il cadavere attraverso la porta che sorvegliava e notai un agente della CIA di mia vecchia conoscenza che era legato con delle corde ad una colonna. Era l’agente Cortese ed era ridotto proprio male, mi riferì che aveva provato ad aprire la cassaforte di Lai Hong qualche giorno prima ma però non aveva la combinazione. Mi disse la locazione della cassaforte, cioè al secondo piano del ristorante, il piano del bordello, dove una delle prostitute poteva sapere la combinazione.
Per metterlo subito in forze per scappare gli diedi degli antidolorifici e i vestiti della guardia che stava davanti alla porta. Cortese fuggì stando attento a non essere ben visto in faccia.
Salii al secondo piano, dove trovai la madame che mi offrì a pagamento la compagnia di una prostituta. Non vedendo altre prostitute accettai e inseguii la prostituta nella sua camera. La ragazza capì subito che volevo parlare e mi disse che voleva scappare da Lai ma non riusciva mai a trovare il modo. Le dissi che se mi diceva la combinazione della cassaforte di Lai la aiutavo a fuggire. Lei fu d’accordo e mi disse che la combinazione l’aveva trovata nei pantaloni di Lai.
Dalle informazioni dell’Agenzia ricordavo che passando dal tetto vicino al bordello si raggiungeva un uscita. Riferii il piano alla ragazza e andammo verso il tetto del bordello che raggiungemmo con una scaletta. Andammo dalla parte opposta del tetto e scendemmo nel giardino posteriore tramite una scaletta e raggiungemmo l’uscita. Sull’uscita la prostituta mi diede la combinazione, che misi in tasca, e avvicinandosi a me mi baciò sulle labbra dicendomi il suo nome, Kye Lang, e poi scappò. Quel bacio mi fece provare una sensazione nuova, una che non avevo mai provato fino a quel momento, avevo scoperto che la donna non era come l’uomo.
Dopodichè continuai la missione tornando al bordello tramite il percorso fatto con Kye ed esplorai il luogo. Arrivai in una stanza dove una guardia sorvegliava la cassaforte, estrai il coltello e la sgozzai uccidendola. Nascosi il cadavere dietro a delle piante e guardando la combinazione aprii la cassaforte. Dentro trovai una statuetta che secondo l’Agenzia dovevo consegnare all’erboristeria, la quale mi avrebbe dato qualcosa in cambio. Ricordavo di aver visto una erboristeria vicino al ristorante, la raggiunsi e un anziano prese in consegna la statuetta dandomi in cambio una pozione di veleno cinese. Uscendo dall’erboristeria notai che Lai Hong si era seduto al ristorante aspettando il suo pranzo. Andai in cucina e vidi una minestra sul fuoco, mi avvicinai e senza farmi vedere dal cuoco inserii la pozione. Andai a ristorante e dopo qualche minuto un cameriere portò la minestra a Lai Hong. Il boss cominciò a mangiare la minestra e morì all’istante. Andai al bagno e rimisi i miei vestiti. Potei tranquillamente lasciare il ristorante dove mi aspettava l’agente Cortese con un auto che aveva rubato. L’agente voleva sdebitarsi accompagnandomi in un rifugio sicuro, approfittai dell’offerta per farmi un bel riposo.
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