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Anteprima 2a parte - Brothers in Arms : Highway to Hell.

Capitolo 1 : "Those We Lost"


D-7,10 Settembre 1944,
Ramsbury RAF Airport,Inghilterra.
0430.


Il buio occludeva la vista di Baker,e intanto ne alimentava i pensieri.
Pensieri bui,come la notte che si affacciava dalla finestrella della tenda.

Baker non riusciva a dormire.

Come d'abitudine faceva in Normandia,si era calcato l'elmetto sugli occhi,tentando di non guardare i suoi compagni,e pensare che in barba a qualche settimana alcuni non avrebbero più occupato quei letti.
Succedeva ormai tutte le notti,da quando era tornato,l'8 Luglio,dalla Normandia.

Aveva semplicemente paura di dormire.

Ogni notte,chiudendo gli occhi,si accendeva l'oscurità,e con lei i ricordi,terribili ricordi,immagini del passato lo visitavano,allargando la sua ferita,che aveva aperto la Normandia.
Immagini di un passato che avrebbe voluto cambiare,sbagli che ora lo tormentavano,che avrebbe voluto dimenticare.

Muzza,George,Rivas,Desola,Obrieski,Allen,Garnett,Legget...Kevin Legget.

I fantasmi che distruggevano il suo sonno,che lo opprimevano,ogni notte,ogni giorno,in ogni pensiero.
Rivedeva i loro corpi devastati,le loro membra dilaniate dai proiettili che non erano riusciti a evitare.

Una bomba da 50 libbre si era sfracellata contro il corpo di Desola,proveniente da un fottutissimo Stuka.Baker ricordava ancora la sua faccia,avvolta in un cerchio di paura e di sorpresa.
Ricordava il lago di sangue che aveva preso il posto della terra intorno a lui,che sgorgava dalle membra aperte.
Il ventre aperto,al sole,come in un sofferente urlo di dolore,di cui erano rimaste solo poche briciole di costole spezzate,e gli intestini che fuoriuscivano.
Baker si tolse un attimo l'elmetto.
Si girò verso il lato destro del lettuccio,verso l'apertura della tenda.
Vomitò.
Non riusciva a diventare insensibile,come aveva fatto Red,come aveva fatto Zanovich,come aveva fatto Mac.
I cadaveri erano pur sempre state vite umane,tolte di ogni respiro dalla decisione di una mano maligna.

George.
Il suo amico,con cui aveva passato l'infanzia a Brighton,vicino a St.Louis.
Con cui aveva giocato,e molte votle perso,a baseball e a football.
In cui aveva trovato qualcuno che lo capiva.
Non c'era più.
Le braccia aperte,per accogliere la morte.
La giacca da carrista sporca di sangue.
Fatto fuori da una raffica di uno strano mitragliatore tedesco,col caricatore a tamburo,mai visto prima.
Il suo assassino,la faccia del veterano di mille battaglie,la Croce di Ferro,probabilmente,erano ancora scolpite nella sua memoria.
Non poteva vendicarlo,però.
George non sarebbe stato contento.

Muzza.
Il 13o soldato di Baker.
l'aveva detto,Baker,che 13 non era un bel numero.
l'aveva detto.
La prima notte,il D-Day,Muzza era stato colpito da una scheggia gigantesca di proiettile antiaereo.
McCreary aveva ancora gli incubi.
Aveva mandato una lettera a casa,che Baker aveva personalmente censurato per aiutare Mac,in cui spiegava ai suoi genitori l'operazione a cui andava incontro,
in cui avrebbe combattuto con tutti gli altri americani,per la libertà dell'Europa.
Morì prima di potersi lanciare.

Per Rivas non fu meglio : il primo giorno in cui vide il combattimento,sulla strada per Carentan,venne beccato da un cecchino.
Il sangue sgorgava copioso dall'arteria carotide.
Fu la prima volta in cui Baker vide Corrion aiutare qualcuno.
Premeva la ferita,mentre Rivas si dimenava.
Urlava di cercare un medico.
Ma il primo avamposto medico era a mezzo miglio dalla loro posizione.
I soldati,ispezionando il corpo,trovarono disegni e matite macchiate di sangue.

E poi Allen e Garnett...

Il ricordo era molto più bruciante di qualunque altro.
Avrebbe potuto salvarli.
Avrebbe potuto salvare anche Leggett.
Già.

Leggett.
Si caricò di troppe responsabilità,della morte di Allen e Garnett.
E queste lo divorarono,lo devastarono dall'interno.
Baker avrebbe potuto salvare anche lui.
Sapeva che l'avrebbe potuto salvare.

Baker si tolse l'elmetto,si fermò a guardare in alto,verso il nulla.
Baker lo capiva,capiva Leggett.
Tre vite perse per colpa sua.
Molte altre da perdere.
Tutte vite giovani,che avrebbero dovuto essere all'università o al college,
o a lavorare in un bar,fare lo strillone.

Tutte vite condannate alla dannazione o alla morte.


FINE 1a parte CAPITOLO 1,CONTINUA...

P.S. postato per commemorare l'inizio dell'operazione Market Garden,ora mi tolgo di torno e ricomincio a giocare a Hell's Highway!

Questo messaggio è stato modificato. Ultima modifica da: tanardo2008,
 
Posts: 966 | Luogo: "So much has happened,but now we are just getting started" Staff Sergeant Matt Baker | Registrato il: 18 July 2008Rispondi QuotandoModifica o Cancella il PostSegnala questo Post
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Continuazione Capitolo 1

Baker sentì un singhiozzo,forte,ripetuto,nella tenda accanto a lui.
Sapeva cos’era.
Il Sergente Joe “Red” Hartsock.

Ogni notte lo sentiva piangere.
Gli aveva detto che la notte sognava il momento in cui Doyle,suo amico dell’82°
che gli aveva salvato la vita durante il D-Day,si vaporizzò.
Proprio davanti a lui.

Era a St.Saveur,il 16 Giugno.Hartsock doveva incontrarlo in mezzo a una via,per aggiornarsi sulla situazione dei suoi uomini.
Doyle arrivò correndo,chiamò Hartsock.
Poi apparve un Panzer crucco.Svanì in una nuvola di sangue.
L’unica cosa che rimase era il suo distintivo dell’82°,scampato chissà come.
Paige,il soldato che Hartsock e gli altri avevano sempre trascurato,era stato colpito dalle schegge.
Prese Hartsock,che era stato sbalzato via dall’esplosione,lo trascinò via.
Lo portò al riparo,poi si sedete appoggiando la schiena a un muro,come fa un civile per rilassarsi,disse qualcosa che Red non ricordava,e morì,lì in quella posizione,seduto.
Lentamente.
Era stato colpito vicino al cuore da una scheggia,e il suo ultimo sforzo fu quello di trascinare il suo Caposquadra al riparo.
Hartsock si pentì di averlo sempre lasciato in disparte.

<<In guerra succedono ogni giorno cose così>>

Le parole di Desola...
 
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