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Ieri sera (22-10-07), mezzo assonnato, verso le 23,30 circa, ho assisto ad un servizio di una tv locale veneta circa il ritrovamento di un caccia bf109, probabilmente classe G.
Il servizio prosegue dicendo l'abbattimento da parte di un altro aereo è avvenuto nel 1944; è stata anche intervistata l'unica testimone, la quale ha asserito che il bf109 è stato colpito dall'altro aereo ed è precipitato conficcandosi nel terreno probabilmente reso molle dalle piogge. Non ho visto bene le immagini ma è stato riferito che vi erano parti delle ali, della fusoliera con tanto di motore; le insegne erano tedesche. Infine sono stati recuperati i resti del pilota, un certo capitano S_ Anton, che aveva ancora attaccato alle spalle il paracadute, sintomo che non fece in tempo ad utilizzarlo. I resti sono stati risposti, con rito cattolico in una urna e probabilmente tumulati in un cimitero del comune della provincia di Venezia. Cercando notizie su google è venuto fuori questo: RECUPERO AEREO FORNACI Il Giornale di Vicenza, 19 febbraio 2002 L'orientamento degli appassionati vicentini dopo il ritrovamento a Lupia IL CADUTO NELLA SUA TERRA. L'AEREO RESTA AL DAL MOLIN Aveva suscitato un po' di sorpresa, tra i membri del Club Frecce tricolori e del Gruppo amici velivoli storici di Vicenza, la notizia apparsa su alcuni giornali umbri, e ripresa anche dal nostro Giornale, di un rientro ad Umbertide, assieme alle spoglie del sergente Fausto Fornaci, dell'aereo recuperato in gennaio nelle campagne di Lupia di Sandrigo. In realtà i resti del Messerschmitt 109 abbattuto il 6 febbraio 1945 dall'aviazione alleata rimarranno sicuramente a Vicenza, anche se non è in atto alcun braccio di ferro tra il Gruppo aviatori umbertidesi e i responsabili vicentini del recupero. «L'aereo di Fornaci -spiega Giuseppe Versolato-, è stato portato all'aeroporto Dal Molin perché il luogo dove è caduto è territorio vicentino; inoltre c'è un legame molto stretto con l'aeroporto di Vicenza, visto che esattamente quel tipo di velivolo era in dotazione alla Regia aeronautica nell'estate del 1943 a Vicenza, ed in particolare funzionava una scuola d'addestramento sui Messerchmitt Bf-109 G tedeschi». «Da Umbertide il colonnello Giuseppe Cozzari ci ha chiesto gentilmente di poter avere qualcosa dei rottami recuperati, magari un pezzo significativo, da apporre sulla tomba di Fornaci. Bisognerà vedere cosa, visto che delle pale non è rimasta traccia, e il rotore pesa troppo, oltre due quintali. Di certo non faremo difficoltà ad esaudire questa richiesta, ma è altrettanto certo che l'aereo rimarrà a Vicenza. I resti del pilota, invece, torneranno in Umbria: ho sentito per telefono la cognata Angiolina Splendorini, alla quale abbiamo inviato il filmato del recupero, e ci ha sentitamente ringraziato». Da segnalare che il quotidiano "Il Messaggero", oltre ad incensare la figura del pilota -«il 24 marzo 1942 fu protagonista di un durissimo combattimento contro una squadra di caccia russi, nel corso del quale mise a terra il capitano Wasili Psegnienikoff, uomo di punta dell'aviazione sovietica»-, riferisce che in passato ignoti sottrassero l'aquila in bronzo messa sulla lapide del pluridecorato pilota. Intanto il recupero del Messerschmitt va avanti con qualche difficoltà: il blocco motore è soggetto a "sfogliarsi", la fusoliera è ridotta a centinaia di brandelli. Le uniche parti abbastanza conservate sono il rotore, le gambe dei carrelli, il ruotino di coda, parte dell'armamento. [ Torna Indice Articoli ] Il Giornale di Vicenza, 19 gennaio 2002 UN CUGINO DEL PILOTA MORTO RICONOSCE IL LUOGO E I RESTI Restava un unico dubbio: i poveri resti riportati in superficie, in mezzo a fango, olii e nafta, sono veramente quelli del pluridecorato pilota Fausto Fornaci? Dai documenti alleati, dalle testimonianze dell'epoca, dalle prime indicazioni colte dai rottami, l'identificazione era quasi certa. Il quasi è stato definitivamente cancellato grazie ad un'ulteriore testimonianza ed al ritrovamento di una lettera. Eliseo Pacchiani, generale dell'aeronautica in pensione e lontano parente di Fornaci, si è recato ieri sul luogo dell'impatto proveniente da Perugia, dove vive. Pacchiani, oggi ottantatreenne, nel 1945 era un giovane ufficiale. «All'epoca ero sottotenente pilota di stanza al comando guida caccia di Aviano. Quel giorno mi avvisarono che Fausto, mio secondo cugino, non era rientrato dalla sua missione. Mi diedero una macchina e col cappellano militare della base andai sul posto: c'era un'enorme buca, che si era già riempita di acqua; l'aereo si era piantato nel terreno scendendo molti metri in profondità. Il luogo è rimasto identico a 57 anni fa, solo il vicino casolare è stato ampliato. Mi recai quindi al camposanto di Vicenza, dove erano stati portati i resti di Fausto. Rimanevano quattro ossa di un giovanotto alto un metro e ottanta». Pacchiani ha rilasciato una deposizione ai carabinieri di Sandrigo, che faciliterà la consegna delle ossa rinvenute l'altro giorno ai parenti di Umbertide, in provincia di Perugia, paese natale dell'aviatore. Nel frattempo, indizio definitivo, tra il materiale recuperato è stata trovata una busta il cui indirizzo è ancora chiaramente leggibile: sergente maggiore Fausto Fornaci, 2˚ Gruppo caccia dell'Aeronautica nazionale repubblicana. La busta era all'interno dei resti di un libro, recuperato tra fango e detriti: si pensa che Fornaci, mentre attendeva l'ordine di decollare nella sala d'allarme, ingannasse il tempo leggendo. Il libro sembra essere la traduzione di un romanzo dello scrittore inglese Cecil Scott Forester (1899-1966), il cui titolo italiano è "La strega di Endor". Un particolare curioso, visto che Forester si occupò anche di propaganda per spingere gli Usa all'entrata in guerra a fianco della Gran Bretagna contro le potenze dell'Asse. [ Torna Indice Articoli ] Il Giornale di Vicenza, 19 gennaio 2002 I ricercatori storici vogliono esporre al "Dal Molin" l'aereo rinvenuto nei campi. Le ossa del pilota alla famiglia QUEI ROTTAMI SONO DA MUSEO Cinque mesi di lavoro per ricostruire il velivolo caduto nel ˜45 È cominciata tre giorni fa la seconda fase del recupero del caccia della 2˚ Guerra mondiale ritrovato lo scorso sabato nella campagna di Lupia. Il Messerschmitt 109 dell'Aeronautica nazionale repubblicana, o meglio, ciò che è stato possibile recuperare dell'apparecchio, si trova ora all'aeroporto militare Dal Molin. Di Fausto Fornaci, l'uomo che il 6 febbraio 1945, giorno dell'abbattimento, lo pilotava, sono stati rinvenuti pochi resti, anch'essi conservati in attesa di essere consegnati alla famiglia. L'operazione di recupero, effettuata dal Comitato storico di Ravenna "Agmen Quadratum", dal "Gruppo amici velivoli storici" e dal Club Frecce tricolori" di Vicenza, si è rivelata un successo: la campagna vicentina ha miracolosamente restituito un importante cimelio storico, testimonianza autentica di un periodo tra i più martoriati della storia italiana. «Siamo stati anche fortunati -racconta ancora un po' emozionato Giuseppe Versolato, segretario del Club e responsabile del Gruppo-, perché i metal detector ci stavano fuorviando, attirati da altre masse ferrose. Sono stati i vecchi del posto a dirci che stavamo sbagliando e ad indicarci di scavare in un luogo vicino. Inoltre la siccità ed il gelo di questa stagione ci hanno dato una mano: abbiamo trovato l'acqua a cinque metri di profondità, e non a due come accade di solito in queste zone. Ed infine la casualità: il pozzo costruito in passato dagli abitanti scendeva nel terreno ad appena mezzo metro dal motore. Insomma, era destino che l'aereo lo trovassimo noi dopo quasi 57 anni». Veneti e romagnoli si sono autofinanziati per poter realizzare il progetto. Ora la pulizia e la catalogazione dei rottami disotterrati spettano ai responsabili vicentini, che hanno preso possesso del materiale. «Ci aspettano 4-5 mesi di un minuzioso lavoro: tutti i piccoli pezzi ritrovati saranno in grado di dirci grandi cose. Al termine il materiale, o se saremo fortunati almeno una parte ricostruita del velivolo, verrà esposto al museo dell'aeroporto assieme ad altri velivoli storici». Bisogna ricordare che l'apparecchio ha un preciso legame con la storia vicentina, ed in particolare con l'aeroporto Dal Molin. «È così -conferma Versolato-: esattamente quel tipo di aereo, il Messerschmitt Bf 109 G-6, era stato dato in dotazione alla Regia Aeronautica nell'estate del 1943, quindi ancora prima dell'armistizio, e proprio a Vicenza, nel luglio-agosto di quell'anno, funzionava la base di addestramento relativa. Il 109 abbattuto nel ˜45, invece, era stato fornito dalla Germania alla Repubblica sociale. Ma i tedeschi continuavano ad esserne i proprietari legali, tanto che furono loro ad accorrere sul luogo dell'impatto e a portare via i rottami rimasti in superficie». Gli abbattimenti di aerei in provincia di Vicenza, nel corso dell'ultimo conflitto bellico, furono numerosi. Individuare i siti, accertare l'eventuale presenza di resti dei velivoli, predisporsi per il recupero trovando tra l'altro dei finanziamenti sono processi che richiedono anche degli anni. Gli appassionati vicentini, però, sono pronti a ripetere l'avventura in un prossimo futuro. [ Torna Indice Articoli ] Il Giornale di Vicenza, 13 gennaio 2002 L'ULTIMO DUELLO DI FORNACI, UN PLURIDECORATO DELLA RSI Lo ricorda Franco Benetti, appartenente allo stesso Gruppo Era il 6 febbraio 1945: di lì a tre mesi si sarebbe conclusa la 2˚ Guerra mondiale. Ma intanto si moriva ancora, sui fronti terrestri europei e del Pacifico, e nei cieli sopra la pianura vicentina, difesi da quei piloti che avevano deciso di aderire alla Repubblica sociale italiana e che combattevano a fianco dei tedeschi una guerra da tempo perduta. Il sergente maggiore Fausto Fornaci, classe 1917, veterano della guerra di Spagna e delle campagne di Albania, Africa e Russia, è di stanza ad Osoppo, inquadrato nel 2˚ Gruppo caccia dell'Aeronautica nazionale repubblicana, 3˚ squadriglia, i cui membri sono soprannominati i "diavoli rossi". È un pilota pluridecorato, avendo ricevuto due medaglie d'argento, due di bronzo, la croce di guerra al valore e la croce di ferro tedesca. Improvvisamente arriva l'ordine di levarsi in volo. A ricordare quel giorno è Franco Benetti, classe ˜23, all'epoca allievo pilota del Gruppo complementare in addestramento nella stessa base. «Le cose andarono in questo modo -racconta Benetti-: arrivato l'ordine di decollare si alzarono in volo sei caccia Bf 109 dei nostri, tra cui quello pilotato da Fornaci. Il "comando guida caccia" di Verona aveva infatti segnalato una formazione di una quarantina di bombardieri americani Marauder e Boston, velivoli bimotori, scortati da un certo numero di caccia P-47 Thunderbolt, in missione di bombardamento sulla pianura Padana. Così sul lago di Garda si ritrovarono i nostri sei 109 con altri aerei delle basi di Villafranca e Orio, pronti per intercettare la formazione nemica». Per una volta, stranamente vista l'impari proporzione di forze tra i contendenti negli ultimi mesi del conflitto, la battaglia si svolge in parità. Gli americani sono convinti di trovarsi di fronte alla Luftwaffe, vista la presenza dei Messerschmitt, e solo in seguito si accorgono che stanno combattendo contro piloti italiani. Intanto i duelli imperversano furibondi nel cielo, finché a dare manforte agli americani non arriva una seconda formazione, composta da una cinquantina di caccia P-47 e P-51 Mustang, nettamente superiori ai Bf- 109. Le cronache riportano due abbattimenti sicuri da parte del sergente maggiore Fornaci, e due presunti. Ma la battaglia volge a favore degli americani, nettamente superiori in numero. Gli aerei italiani si sganciano, ma alcuni fanno fatica a liberarsi dalla caccia serrata degli antagonisti. Fornaci, a quanto sembra, per quanto più volte richiamato, è l'ultimo a ritirarsi. Raggiunto nei cieli sopra Vicenza dai Mustang e dai Thunderbolt, ingaggia l'ultimo duello della sua vita, venendo infine abbattuto: forse, quando l'aereo si schianta al suolo, è già morto, ucciso dalle pallottole nemiche. Il resto è cronaca di ieri. [ Torna Indice Articoli ] Il Giornale di Vicenza, 13 gennaio 2002 «SAPEVAMO DOV'ERA E COL METAL DETECTOR L'ABBIAMO LOCALIZZATO» Un'avventura gestita insieme, tra associazioni che hanno unito le forze e che si sono autofinanziate per realizzare un piccolo miracolo: il recupero di un caccia della 2˚ Guerra mondiale. Felicissimi per la buona riuscita dell'operazione, Giancarlo Stella, responsabile di "Agmen Quadratum", e Giuseppe Versolato, segretario del "Club Frecce tricolori" e del "Gruppo amici velivoli storici", raccontano come è nata e si è sviluppata l'impresa. «Dell'aereo si sapeva da tempo: è stato necessario mettere insieme le testimonianze locali e la documentazione disponibile, perlopiù di origine alleata. Poi abbiamo fatto le nostre ricerche in loco, avvalendoci della strumentazione adatta, in altre parole di un metal detector assai potente che ci ha confermato la presenza, a quattro metri di profondità nel terreno, di una grossa massa ferrosa. Una volta stabilito il punto esatto della caduta, collimante anche coi ricordi della gente del posto, ci siamo ritrovati qui a scavare. Siamo una ventina, tutti volontari». Il pilota, dai documenti a disposizione, risulta essere il sergente maggiore Fausto Fornaci, appartenente al 2˚ Gruppo caccia dell'Aeronautica nazionale repubblicana, dotato di velivoli messi a disposizione dall'alleato tedesco. «Siamo praticamente sicuri che sia Fornaci -affermano Stella e Versolato-, ma contiamo di averne la certezza assoluta esaminando attentamente i resti: è possibile che si riesca a trovare qualche documento o distintivo che lo identifichi. In ogni caso qualcosa del suo corpo fu recuperato subito dopo lo schianto, e fu anche celebrato un funerale, a Vicenza, l'8 febbraio. Nel 1953, invece, la famiglia fece riesumare quei resti per seppellirli nuovamente ad Umbertide, suo paese natale in provincia di Perugia». Il Comitato storico "Agmen Quadratum" non è nuovo ad esperienze di recupero. In passato, infatti, i suoi membri hanno riportato alla luce ben cinque velivoli dell'ultimo grande conflitto bellico: un Messerschmitt 109 tedesco (a S. Bernardino di Lugo di Romagna), tre caccia italiani Macchi 205 (a Guarda di Molinella nei pressi di Bologna, a S. Prospero nelle vicinanze di Parma, a Megliadino S. Fidenzio in provincia di Padova), un bombardiere Boston della Raf (a Villa Pianta di Alfonsine, Ravenna). Una volta ripulito e riorganizzato, il materiale recuperato dai campi di Lupiola, portato al Dal Molin di Vicenza, verrà esposto al museo dell'aeroporto. Se lo stato di conservazione ed il numero dei pezzi lo consentiranno, l'apparecchio o parte di esso verrà ricostruito attorno alla sua struttura originaria, un po' come è stato fatto, ad esempio, con il Dc-9 dell'Itavia caduto ad Ustica. [ Torna Indice Articoli ] Il Giornale di Vicenza, 13 gennaio 2002 S'è scavato ieri nella campagna di Lupiola a Sandrigo AEREO RITROVATO DOPO 57 ANNI Pilota repubblichino abbattuto dagli americani: sul motore le ossa Per ultimo, dall'intrico di detriti e fango, spunta uno stivale nero, lacero e quasi fossilizzato: dall'interno le mani rispettose dei ritrovatori levano qualche osso, conservatosi nell'umida terra per oltre cinquant'anni. È tutto ciò che resta del sergente maggiore Fausto Fornaci, pilota della Repubblica sociale italiana abbattuto con il suo velivolo il 6 febbraio del 1945, agli sgoccioli della 2ª Guerra mondiale. L'operazione di recupero dell'apparecchio, un Messerschmitt Bf 109 G di fabbricazione tedesca, è stata effettuata nella giornata di ieri in piena campagna vicentina nei pressi di Lupiola di Lupia, frazione di Sandrigo. A pochi metri da una fattoria, sul terreno della famiglia Zampieri, i volontari del Comitato storico di Ravenna "Agmen Quadratum", assieme ai vicentini del "Gruppo amici velivoli storici" e del "Club Frecce tricolori", si sono ritrovati per dare inizio agli scavi nel punto precedentemente individuato. Alle 9 di mattina la pala dell'escavatore si è infilata per la prima volta nella terra, tra l'attesa generale dei presenti e la supervisione dei carabinieri. Nel giro di due ore il cratere di scavo si è allargato, raggiungendo un diametro di una decina di metri ed una profondità della metà circa. Quasi subito gli indizi che il luogo è quello giusto, che gli strumenti non hanno fallito: compare il carrello di coda del caccia tedesco, che si è infilato nel terreno come un chiodo nel legno, comprimendo però i suoi nove metri di lunghezza in uno spazio di circa la metà. Chi si aspettava di trovare parti consistenti dell'aereo rimane deluso: è tutto un miscuglio di terra, fango e pietrisco, con l'acqua che allaga in continuazione il fondo della buca e le idrovore che la pompano fuori, in mezzo ai campi circostanti. La pala deposita il suo contenuto in piccoli mucchietti, dove le mani pazienti dei volontari, inzaccherati fino al collo, cercano i pezzi del 109 e, una volta sommariamente ripuliti, li depositano sul pianale di un camion. La maggior parte sono piccoli frammenti che stanno in una mano, ma ecco che vengono fuori anche dei pezzi più voluminosi: la corazzatura del sedile, il radiatore, il paracadute del pilota, il cannoncino che sparava dal mozzo dell'elica, curvatosi nell'impatto. E poi tiranti e cavi elettrici rossi, gialli e neri, unica nota di colore in un mare grigio e marrone, che fanno quasi pensare ad un qualcosa di moderno, slegato dal resto dei rottami e da una guerra così lontana. Nell'aria, e sembra quasi strano dopo 57 anni, si spande presto un forte odore di nafta, di olio e anche di metanolo, usato per dare un'aggiunta di potenza al motore nei momenti di emergenza. Quelli che furono testimoni della caduta di Fornaci sono intorno alla buca, e ricordano quel freddo giorno di febbraio. «Io mi trovavo a Dueville -racconta Antonio Radovich-, e assistetti al combattimento: era tra l'una e mezza e le due, i caccia volavano alti. La lotta durò qualche minuto, poi uno degli apparecchi girò intorno per due volte e cadde. Presi la bicicletta e arrivai sul posto mezz'ora dopo: i tedeschi stavano portando via le ali e i piani di coda. Era venuto anche il parroco di Povolaro, don Pascoli». «Ha tagliato a metà un pagliaio e si è infilato come un fuso nel campo -dice Isidoro Carta-, che abita ancora a 200 metri dal posto». Alcide Barcaro ricorda invece l'inseguimento tra i caccia: «Uno stava incollato all'altro, e sparava lunghe raffiche di mitragliatrice. I bossoli mi sono quasi caduti in testa». Nel frattempo lo scavo prosegue. Affiorano le pagine consumate di un libricino, sembra un romanzo: forse quando giunse l'ordine di decollare Fausto Fornaci si trovava nella sala d'allarme e, per stemperare la tensione e passare il tempo, amava leggere. Poi, a mezzogiorno e 54 minuti, compare finalmente il motore, la parte più pesante dell'apparecchio, quella che si è infilata più a fondo nel terreno. È il segno che il recupero è quasi finito. La pala deposita il pesante Daimler Benz sul terreno: un motore che erogava 1500 cavalli, necessari per lanciare le tre tonnellate del Messerschmitt ad oltre 600 km all'ora. Tra valvole e blocco della testata, quasi fusi insieme dall'urto, gli ultimi resti dell'uomo che lo pilotava. Qualcuno scende nella buca e deposita una croce. Si comincia a ricoprire il cratere. Un minuto di raccoglimento per tutti i caduti! E quest'anno pare non sia l'unico: http://www.baronerosso.net/forum/archive/index.php/t-59592.html Ciao P.s.: Se avete altre notizie in merito al ritrovamento dell'aereo o dell'Hauptman S_ Anton, postate pure! http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/notiziasolote...a=140&sottopagina=01 http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3...2007-10-21&Pagina=11 Questo messaggio è stato modificato. Ultima modifica da: bigans1976, |
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Ho cliccato su uno dei link che hai postato (un forum) e una delle risposte è ad opera del carissimo Fabio dei Romagna Air Finders.
Romagna Air Finders Ogni tanto posta qui, non ti resta che attendere una sua risposta |
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Io ho fatto altro, ho scritto una bella mail riassuntiva delle notizie apprese ad un "conoscente" in Germania, attualmente Hauptgefreiter della odierna Luftwaffe.
Spero possa essere d'aiuto. Ciao |
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aka (se è il medesimo) I./JG53_Newwings (per gli amici Niu-uings) |
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E' il medesimo.... Il primo link riguarda il ritrovamento del Bf 109G6U4 del Fhj.Ofw Volke Maximilian 6./JG77. more info here: http://freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=5219989 qui invece il recupero al quale sono affezionato , MC205V del Ten. Boscutti http://freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=5219903 Ciao |
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Eccovi la risposta del mio referente alla odierna Luftwaffe:
"Hi Rainer, The name of the pilot is Anton - hauptman - his surname begins with "S", he was born in Ulm (today Neu Ulm) and he was shot down on a sunday of march 1944; probably his airfield is Poggio Renati near Ferrara. Sorry but I don't know what's the unit, probably I think Stab JG77 e II./JG77, don't know the staffeln... Watch this link (sorry only italian): http://freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=6899059 Could you help me to find the surname of the Hauptman Anton S_? Bye, Lucio" "Hi Lucio, First, I send you a link with some MIA-Pilots of the JG 77, but I do not found an Hauptmann Anton S. Did the italian police or military search for his complete name? http://www.luftwaffe.be/miajg77.html BUT, a better idea with a better result: I ask my JG 77 veteran today, but he was in the III./JG 77. He knows the airfield Poggio Renati etc. He have got a lot of informations of the complete JG 77. And he have big and very exact lists about missing-in-action pilots of his Wing. He is searching now for the complete name, he called me back tomorrow or Tuesday! He is helping us. I think we found the surname of this Hauptmann Anton S. I send you fastly a e-mail, if he answer me. Best greetings from the North! Rainer" Speriamo di rintracciarlo! P.s.: interessante il sito con le perdite subite... |
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beh, come prevedevo, si tira per le lunghe...
il veterano dello jg.77 contattato da Rainer ha ribaltato tutta la sua documentazione, che nel periodo di marzo 1944 è lacunosa...A ricordo del veterano in quel periodo e nella zona furono in missione contro i bombardieri americani anche piloti e caccia dello jg.53... Purtroppo io non sono riuscito a raccogliere altri dati...gli articoli che riguardano l'accaduto sono a volte contraddittori...prima si dice che sia stata ritrovata una croce di ferro, poi una croce di cavaliere...ma se sono uguali??? Solo i modi secondo cui vengono portate sono diversi: 1-la croce di ferro di II^classe contornata da un nastro con i colori della bandiera del reich veniva indossata in tal modo solo alla consegna, poi veniva fissata sulla divisa sotto la tasca a sinistra; 2-la croce di ferro di I^ classe era appuntata direttamente sulla divisa sotto la tasca a sinistra (in pratica quella di I^classe sostituiva la seconda); 3-la croce di cavaliere (numerata) aveva un nastro con i colori della bandiera del reich e veniva indossata intorno al collo, sotto il colletto della divisa, a sostituire la cravatta, chi la riceveva non la portava in azione con se, e per distinguersi mettevano solo il nastrino all'occhiello della divisa. Da quello che so, per ricevere una Croce di Cavaliere, dovevi ricevere entrambe le decorazioni inferiori, ovvero la 1 e la 2. Quindi se non erro il Maresciallo pilota Maximilian Volke dovrebbe essere stato decorato con 2 croci di ferro ed una Croce di Cavaliere, secondo quanto si vede in questa foto: http://aerei-italiani.blogspot.com/2007_07_01_archive.html O mi sbaglio? Se solo potessi avere il numero della piastrina dell'Hauptmann Anton S_! E' impossibile che non sia stata ritrovata... Ciao |
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Un vero e proprio giallo questo dell'Hauptmann Anton S_!!!
Anche le mie fonti in Germania erano nel pallone...finchè i ricercatori italiani, sulla scorta del giornale di bordo del 109 hanno parlato: http://www.avionews.it/index.php?corpo=see_news_home.ph...te=corpo%3Dindex.php Riposi finalmente in pace Maresciallo maggiore Kurt Niederhagen, 1./JG 77 Bf 109 G-6 n.matr. 161312, bianco 2! (il numero arabo indica la staffeln, quello romano il gruppen, il numero arabo dopo la specialità indica lo stormo) Con un unico atroce dubbio: cosa hanno visto cadere a marzo del 1944 a Concordia Sagittaria i testimoni che hanno parlato nei vari articoli? Infatti l'abbattimento del maresciallo Kurt, secondo le fonti dello jg.77 sarebbe avvenuta il 31/01/1944 durante la c.d. Battaglia di Maniago, visto precipitare con direzione sud ovest di Udine, che alla lunga potrebbe anche "concordare" con Concordia Sagittaria, se non fosse per lo sfallo temporale di ben 2 mesi... E se il libro di bordo del 109 non fosse stato aggiornato? Nel senso che il nome di Kurt annotato sarebbe l'ultimo in ordine di tempo, ovvero l'ultimo prima del "pilota abbattuto" In fin dei conti la piastrina coll'identificativo non è stata ancora trovata!! Eccovi un altro link: http://users.accesscomm.ca/magnusfamily/ww2ger.htm Comunque il veterano dello jg.77 contattato da Rainer ha confermato, conosceva Kurt anche se lui era della 6^staffeln, mentre Kurt della 1^. Mi sembra di aver letto qualcosa della Battaglia di Maniago...possono averla combattuta anche Visconti e Gorrini...se non sbaglio... Ciao Questo messaggio è stato modificato. Ultima modifica da: bigans1976, |
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... Boia Bigans ho letto ora, ed ho tutti i libri imballati quindi vado a memoria, e quel che è peggio che non ho il tempo di fare un salto negli archivi storici o di fare qualche telefonata, ... cosa che mi riprometto di fare appena posso. Sai a volte basta ritrovare un articolo di giornale dell'epoca per partire. Per dire ,... alcuni anziani veterani mi hanno raccontato di una aereo rovinato al suolo durante un duello aereo in superiorità numerica da parte alleata, avvenuto a Verona il 2 marzo del 1944. Scoprii più tardi che forse si trattava,... parlando con alcuni ufficiali americani appassionati di storia, ...che il Lt Sulzbach del 346˚Squadron / 350˚ Gruppo Caccia bombardieri USAAF ha dichiarato un Fw 190 abbattuto su Verona proprio in quel giorno e in quella zona. Cose del genere sarebbe veramente fantastico lavorarci sopra, ... specialmente quando qualche contadino narra che sulla sua terra, ... durante la guerra ... ecc. ecc. Come giustamente dici,... il mistero potrebbe non essere stato svelato se a buon senso è giusto supporre che il libro di bordo del velivolo viene aggiornato a fine missione. Sai Big', ... personalmente al termine della lettura desidero immaginare, ... che la passione di tanta gente accomunata dalla voglia di chiarezza che ci si è dedicata, ... alla fine sia stata premiata, riuscendo in qualche modo a strappare all'implacabile alone di mistero che avvolge tutte le storie impolverate da sessant'anni di oblio,... un brandello di umano vissuto con un volto, ... e che quindi si tratti del ragazzo 28'enne, morto durante una delle tante disperate battaglie avvenute sui cieli veneti nel 1944. Big', ... appena ho finito con i miei lavori, ... mi sono ripromesso di passare del tempo su queste cose magari ci sentiamo se ti va, ... perché sono convinto che molto della recente storia va perso quotidianamente per ignoranza, ... o peggio come ho potuto constatare per mancanza di sensibilità verso i fatti umani. A dimenticavo, ... grazie per il tuo post che ho letto molto volentieri. Alla prossima |
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Ultime notizie, Rainer ha contattato di nuovo il veterano della jg.77 - che pare stia scrivendo la cronaca dello sua unità - lo stesso ha riferito che:
"Fahnenjunker(engl.: officer candidate)-Oberfeldwebel Niederhagen was shot down in aircombat with P-38 Lightnings and P 47 Thunderbolts, these were the fighter-escort of 300 four-engine bombers (B-24?) He was missed. Oberleutnant Köhler (Koehler) saw Niederhagen`s 109 chrash, but the Oberleutnant can not say, if he was bail out or not, because Oberleutnant was fighting with enemy fighters in the moment, too. So Niederhagen was official MIA near Udine. By the way, Niederhagen was take off from Lavariano. My veteran can not remember if Niederhagen was married or so." Ci sarebbe quindi un testimone oculare dell'impatto, trattasi dell'Oberleutnant Köhler Armin "40 abbattimenti" anch'egli dello JG.77, sopravvissuto alla ww2. @nibbio: concordo pienamente con quello che hai detto, purtroppo l'ignoranza e la mancanza di sensibilità verso la vita in generale porta spesso a disinteressarsi delle cose importanti, o peggio a giudicare e che quindi che un pilota=militare - che ha eseguito solo degli ordini, magari anche schiavo di un convincimento politico errato - debba restare a marcire nella terra senza le dovute onoranze e senza alcuna pietà. Questo vale per tutti i caduti di ambo le fazioni, sia ben chiaro. Eppure non tutti la pensano così, basti vedere che in Italia dal 43 al 45 sono scomparsi ben 20.000 soldati/civili della RSI, a dirlo non io ma le ricerche ed i libri di un giornalista politicamente schierato a sinistra...Giampaolo Pansa, quello che ha smascherato il grande voltagabbana di Bocca, prima figlio dell'Aquila oggi grande comunista... MA MI FERMO QUI, PREFERISCO NON SPROFONDARE ULTERIORMENTE NEI MEANDRI DELLA POLITICA OSCURA CHE DAL 46 AD OGGI CI HA PRESO IN GIRO IN LUNGO ED IN LARGO CONTRIBUENDO ALLA CADUTA MORALE DI UN PAESE CHE HA TUTTI I MEZZI PER OCCUPARE UN POSTO DI RILIEVO NEL PANORAMA INTERNAZIONALE. Tornando a noi, come è successo con Kurt, che si credeva abbattuto nel marzo del 1944, poi si è quasi acclarato che si trattava del 30/01/44, non sempre si riesce a ricordare con certezza le date a distanza di così grande tempo... Se non si tratta di un falso abbattimento - infatti il libro di Visconti non riporta alcun intervento del I˚ gruppo caccia, nè dal sito dei MIA dello jg.77 riesco a trovare Me109 dispersi in quella data nè tantomeno Fw190 - la data potrebbe non essere quella. Il primo che mi viene in mente è l'08/02/44 Fw. Eckhardt Krüger - 1./JG 77 - con Bf 109 G-6 (161715) bianco 13 abbattuto in combattimento a s.e. di Verona. Altrimenti bisognerebbe cercare tra altre unità che operarono in Italia in quel periodo, mi pare ci sia stato lo Jg.53 ma non ne sono certo in quanto non conosco abbastanza la cronaca delle unità LW in Italia, devo chiedere a Rainer. Come ben saprai sorte ben più amara riguarda i nostri piloti dell'A.N.R., qualcuno manca infatti ancora all'appello, nè - contrariamente ai tedeschi - si hanno dati certi su dove andare a cercare...e tutto è rimandato alle memorie di coloro che sono sopravvissuti per scrivere un libro. Ben volentieri, ti aspetto, sai dove trovarmi! Credo che il lavoro di equipe anche a distanza possa produrre buoni frutti, e magari, perchè no andare a sbadilare con i Romagna Air Finders a tirar fuori qualche nostro coetaneo che ha avuto la grande sfortuna di dover nascere in un periodo dove c'erano solo due scelte: combattere o morire! Ciao |
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Lo scorso anno, googolando quà e là, trovai per caso una storia che vale la pena di leggere.
Trattasi di un ritrovamento di un nostro SM79, la cui missione è stata dettagliatamente descritta nel link seguente: http://www.gavs.it/FotodelNonno/S79K_MM_23881.htm Buona lettura. |
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Dopo Boscutti vengo a conoscenza del ritrovamento, datato 2000, di un altro pilota ANR del I˚ gruppo caccia Asso di Bastoni:
http://web.tiscali.it/warbirds/warbirds/satta.htm http://www.agmenquadratum.net/attivita/recuperi/pag03.htm Ciao |
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Ti confermo che anche lo Jg.53 partecipò insieme al I˚gruppo ANR ed allo Jg.77 ad intercettare le formazioni che attaccarono il nord-est o lo sorvolarono nel marzo 1944. Interessantissimo questo sito francese http://www.cieldegloire.com Da qui, relativamente allo jg.53, ho desunto che: lo stab.era a tricesimo (ud); il I˚ gruppe a Maniago (PN); il III˚ gruppe ad Arlena di Castro (vt). Escludendo le squadriglie 7,8 e 9 del III˚ gruppe, impiegate contro la testa di ponte ad Anzio, non resta che cercare tra le squadriglie del I˚ gruppe e lo stab. Tuttavia dalle vittorie dichiarate dai tedeschi non si coglie nessuna operazione il 2 marzo 1944. Quindi la data è sicuramente sbagliata. Inoltre sia lo jg.77, che lo jg.53 volavano su me109 F o G... Quindi è sbagliato l'aereo. A meno che...l'FW190 caduto vicino Verona possa essere un caccia con cannoni nelle ali, erroneamente identificabile a certa distanza in: 1-un mc.205...; 2-un me 109 g con gondole cannoni nelle ali. 1-E' provocatorio il pensiero, ma quel maledetto 11 marzo 1944 non perdemmo solo il ten.Boscutti, il combattimento si protrasse anche sopra Verona e Venezia, dove caddero rispettivamente l'Mc 205 MM92896 del S.Ten. CASTELLANI Bruno, caduto in mare a Venezia e l'Mc 205 MM 92301(?) del Ten. BORTOLANI Guerrino non rientrato, quindi ufficialmente ancora MIAe probabilmente a Verona(?). 2-oppure si tratti quindi di piloti della 2 e 3 staffeln del I˚gruppe jg.53 di stanza a Maniago. La lista delle vittorie dichiarate l'11 marzo vede abbattimenti da parte delle squadriglie 2 e 3 dello Jg.53, tuttavia il sito non contiene dati sulle perdite. Invece lo jg.77 intervenne e non risultò avere perdite ma solo tre kill. Ciao |
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Vi sarete chiesti: "Ma chi è 'sto veterano della II^GM, contattato tramite Rainer?" "Possibile che Bigans abbia omesso di chiederne il nome?" o "Che si tratti di fantasticherie?" Beh, certamente la prima ipotesi, ve lo posso quasi confermare! Per fortuna il buon senso ed un po' di audacia, hanno stimolato la tanto attesa domanda, che per timore reverenziale non era ancora venuta fuori: si tratterebbe, secondo Rainer, di Johann Twietmeyer, Unteroffizier (sottufficiale, un feldwebel, o uno stabsfeldwebel o un oberfeldwebel). Asso con 9 abbattimenti, con il suo Me109 k-4, gravemente danneggiato, eseguì un atterraggio d'emergenza il 1/1/1945 durante l'operazione Bodenplatte, al termine del quale fu fatto prigioniero dagli americani; al suo attivo tantissimi combattimenti a proteggere le spalle di più famosi capopattuglia: - Knoke Heinz "33 abbattimenti" in forza agli Jg.1 e poi Jg.11; - Munninger Heinrich in forza allo Jg.77 (con il quale condivise la sorte di essere abbattuto in territorio nemico e sopravvivere ai campi di prigionia). Che emozione essere stato a pochi kilobyte di distanza da un asso ancora vivo! Ciao, P.s.: nibbio, dammi ulteriori informazioni su quel famoso aereo caduto nelle campagne di verona! |
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Purtroppo ho letto solo oggi la serie dei post ed ho pensato di intervenire per alcune precisazioni. Da un paio d'anni mi occupo della ricostruzione degli eventi riguardanti la battaglia aerea del 30 gennaio 1944 sui cieli del Friuli ed in particolare dei 3 B24 del 449Th Bg abbattuti quel giorno. Premetto che non sono uno storico dell' aeronautica e che mi occupo di archeologia romana ma ho voluto iniziare questa ricerca, per me inusuale anche se sono un appassionato di aeronautica ed ex pilota di ULM, perchè uno dei bombardieri era caduto nei pressi di casa mia e nella zona non c'era nessuno che conoscesse realmente i fatti. La battaglia del 30 gennaio 1944 non è ricordata come "battaglia di Maniago" e sarei curioso di conoscerne la fonte, ma Maniago era solo uno degli obbiettivi del giorno ed in particolare era stato assegnato ai B17 dei 2nd e 301st Bg's ( che quel giorno persero un velivolo ciascuno), l' obbiettivo principale era l'aeroporto di Udine (Campoformido) e secondari quello di Villaorba (attualmmente Aerobase di Rivolto sede della PAN)e quello di Lavariano (Sede del 1./Jg77 ed ora in disuso). Per anni, in conseguenza delle indicazioni dei Reports di missione del 449th e 450th, in cui si indicava chiaramente che l' attacco da perte dei caccia era avvenuto immediatamente dopo lo sgancio delle bombe su Udine, abbiamo continuato a cercare Niederhaghen tra i daduti nell'area tra Udine ed il mare, lungo la rotta di ritorno. Si credeva che l'indicazione, sud ovest di Udine, dei report tedeschi, fosse, come spesso avviene, fosse solo aprossimativa. I fatti ci hanno dato torto ed invece pare che il 77Jg avesse già tentato di intercettare le formazioni dei bombardieri al loro arrivo dal mare. Pratica abbastanza inusuale visto che i B24 erano ancora carichi di bombe ed un attacco a distanza ravvicinata avrebbe potuto comportare l'esplosione in volo del bombardiere e di conseguenza anche quella dell'attaccante. Resta comunque il fatto che, a detta dei testimoni, ma anche in base ai dati a disposizione, i caccia tedeschi avevano ingaggiato la scorta, P38 dell'82nd Fg., e che Niederhaghen avesse avuto la peggio. In sintesi, senza dilungarmi troppo sui particolari, nella battaglia del 30 gennaio 1944 furono coinvolti: B24 del 449th e 450th BG( 3 vel.abbattuti: 41-29217 Romans d'Isonzo, 42-07730 Campolongo al Torre, 41-28605 Isola di Morgo - Laguna di Grado, tutti del 449Th BG 718Bs) B17 del 2nd e 301st BG( 2 vel.abbattuti: 41-24395 2nd BG 49th Bs, Lavariano e 42-31424 301st BG, 353rd Bs, Villaorba) P47 del 325Fg 318Fs ( 2 vel. abbattuti: 42-75982 Jack Fallon, Flambruzzo e 42-75967 M.N. Lowry, Laguna di Marano) P38 del 82nd Fg 97th Fs ( 1 Vel.abbattuto: 42-13173 Charles Spencer, Laguna di Grado) Bf109-G6 1./77Jg (2 vel. abbattuti : Wn 161799 W6 Willhelm Bossow, Saciletto e Wn 161312 Kurt Niederhagen, Concordia) Bf109-G6 1./JG53 (1 vel. abbattuto : Wn 161344 W1 Bernhardt Konetzny, Rivis di Sedegliano) Bf109-G6 2./JG53 (1 vel. abbattuto : Wn 161327 NP+QB Hans Kölsch, Medeuzza) Bf109-G6 3./JG53 (2 vel. abbattuti : Wn 162165 G2 Kurt Thäsler, Zoppola e Wn 161342 G11 Heinz Stegmeyer, Sesto al Reghena) Bf109-G6 4./JG53 (3 vel. abbattuti : Wn 015390 Hans Ewald, Romans d'Isonzo, Wn 140088 Erwin Pflaum ,Nord Udine, e Wn 140318 Lothar Meyer, Campolongo al Torre) Bf109-G6 6./JG53 (2 vel. abbattuti : Wn. ? Gerard Waag, vicino Rivolto e Wn 410400 Herbert Dills, Nord di Udine) MC 205 1˚Gr CT ANR ( 3 vel.abbattuti: Ten Torchio e Ten. Marinone a Campoformido e Ten. Re prob.Torviscosa) Mentre il numero delle perdite Alleate ed Italiane è corretto, quello delle tedesche è probabilmente molto superiore, circa 20 velivoli, ma ho riportato solo quelle documentate. Da notare che, stando alle dichiarazioni di abbattimento fornite dagli americani e sommando i dati dei singoli reparti, il numero di velivoli nemici abbattuti sarebbe di 86/88 unità e quindi di molto superiore al numero di aerei dell'asse presenti sulla zona del combattimento) Comunque per chi fosse interssato a maggiori particolari è possibile andare all'indirizzo http://www.150gct.it/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=9889 PS: Per documentare una conferenza, che ho tenuto sull'argomento alcuni giorni fa, ho dovuto crearmi gli Skins di alcuni degli aerei coinvolti oppure addattarne alcune di quelle già esistenti. Se a qualcuno potessero interessare ho a disposizione: 4 B24 del 449th Bg 718Bs e 6 P47 del 325 Fg, per gli altri ho dovuto basarmi su Skins di vari autori non disponendo dei relativi Templates. |
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Ciao Freddy,
credo di averti letto sul forum dei Romagna Air Finder, o mi sbaglio? Comunque, la dizione battaglia di Maniago è senza dubbio non corretta, perchè Maniago era solo uno degli obiettivi...avremmo potuto chiamarla anche di Lavariano, Campoformido ecc. Credo di averla letta su uno dei primi due link da me postati e così ivi riportata. Anche io sono un appassionato di aeronautica e non ho la pretesa, come tanti, di scrivere libri o fare conferenze con 4 informazioni, raccolte a destra ed a sinistra... Personalmente, credo possa definirsi storico di aeronautica colui che vada oltre la lettura di qualche libro e riesca ad acquisire copie di documenti o testimonianze (fonti primarie) storiche; ma sappiamo bene che in Italia non è facile far questo mestiere e spesso la storia è stata tramandata ai posteri con vergognose storture...a volte di matrice politica Il libro su Visconti (Pesce-Massimello, Storia Militare), cita che "...il 30/01/1944 i Macchi del I˚gruppo, allertati dalla postazione Wasserman di Francavilla a Mare, decollati da Campoformido ingaggiarono i caccia di scorta all'altezza di Grado..." non riuscendo tutti ad attaccare prima i bombardieri, "I macchi piombarono sui P-47 mentre questi mantenevano quota e crociera, due furono abbattuti dal M.llo Magnaghi, che precipitarono tra Grado e Palmanova, un terzo dal Ten. Re, che a sua volta colpito si affidò al paracadute, mentre il serg.mag.Gorrini, colse la sua 16^ vittoria incendiando un P-47. Il s.ten. Natalino, dopo aver mitragliato a lungo e senza visibili risultati un quadrimotore insieme al serg.mag.Aldo Burei, ne attaccò un altro riuscendo a farlo precipitare nella laguna di Grado. A questo punto vennero richiamati su Campoformido perchè una formazione di b-24 stava attaccando il campo. Si accese un altro combattimento tra i P-47 ed i macchi sopraggiunti e furono abbattuti il Cap.Marinone ed il s.ten. Cipiciani, mentre il ten.Torchio strinse troppo una virata a bassa quota, entrò in stallo e si infranse contro una casa a margine dell'aeroporto. Il 325˚ Fighter Group dichiarò l'abbattimento di n.7 macchi più due probabili, contro la pardita di soli 2 P-47 ed il danneggiamento di altri due. Il captain Herschel Green si attribuì 1 macchi, un do217 e 4 ju52 decollati per sottrarsi al bombardamento." Il che, la dice lunga sull'attendibilità dei report americani... A tali operazioni presero parte anche i me109 tedeschi dello jg.77 e dello jg.53, ma sugli esiti dei loro attacchi non ho dati certi dedotti da fonti storiche... Non è affatto inusuale che i caccia attacchino i bombardieri quando sono carichi di bombe...anzi in genere è l'obiettivo cui si tende, non a caso i tedeschi avevano preparato postazioni radar Wurzburg in Abruzzo (Francavilla a Mare) al fine di sapere vettore e quota delle formazioni d'attacco ed ingaggiarle a largo degli obiettivi... In genere, le bombe venivano "armate" ad una breve distanza dall'obiettivo, proprio al fine di non costituire un pericolo per gli stessi equipaggi nella fase di volo normale. Inoltre da quel che so, i proiettili 12,7 mm (o cal.0,50) non erano in grado di far esplodere una bomba e credo neanche i cannoni da 20 mm. Comunque interessanti sono i tuoi dati relativi alle perdite dello jg.53, qual è la fonte? Ciao, bigans P.s.: ti dice niente un fw190 caduto nelle campagne di verona nel marzo 1944? |
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Ciao Bigans,
per prima cosa ti ringrazio per le preziose informazioni riguardo ad alcuni punti che non conoscevo e che mi aiutano a meglio definire il quadro generale della situazione. Mi riferisco alla segnalazione da parte della stazione di avvistamento di Francavilla per cui la rotta delle formazioni alleate verso nord va spostata leggermente più ad est di quanto io avessi supposto, infatti, basandomi sul punto di riunione dei bombardieri e della scorta, il lago di Varano, avevo pensato ad un percorso rettilineo fino all'IP di San Vito al Tagliamento. Tale rotta, lontana dalla costa ancora in mano tedesca, mi era sembrata la più verosimile, ma se da Francavilla erano riusciti a vedere le formazioni, ciò significa che gli aerei americani avevano volato sottocosta. Secondo punto importante è il dato relativo alle circostanze della morte del Ten. Torchio che io, in mancanza di dati (non ho il libro su Visconti che tu mi citi) ritenevo abbattuto in combattimento e non in seguito ad un errore di manovra. Terzo punto, le delucidazioni sull'armamento delle bombe solo poco prima dello sgancio. Su questo punto sono decisamente ignorante e la mia convinzione era basata su qualcosa che avevo letto da qualche parte in passato (non ricordo dove e quando). Mi resta solo il dubbio sul fatto che un colpo da 20 mm. non riuscirebbe a far esplodere una bomba anche se non ancora innescata. Riguardo al mio intervento sul sito di Romagna Air Finders, ti posso dare conferma. In effetti ero già intervenuto in precedenza anche riguardo al recupero di Giobatta Boscutti perché da anni cercavo data e punto di abbattimento visto che conosco bene una sua nipote che è del mio stesso paese. Sono anche intervenuto in altri forum, Army Air Forces, 150 GCT, Luftwaffe Fighter Pilots ecc. e sono in contatto con alcune altre associazioni americane e tedesche, sempre riguardo a quella battaglia aerea ed ad alcuni altri abbattimenti avvenuti nella mia zona in altre date. Per quanto concerne la tua opinione sulle varie interpretazioni distorte dei fatti, soprattutto di quelli avvenuti dopo l'8 settembre 1943, devo dire di essere pienamente d'accordo con te anche se ritengo che le storture non siano "anche" di matrice politica ma "solo" di matrice politica ( da entrambe le parti) e non vado oltre. A tal proposito però, devo ammetterlo, anche all'estero non è che le cose vadano molto meglio ed infatti mi è successo di avere anche brutte o nessuna risposta alle mie richieste di informazioni, sia da parte degli alleati (dopo 60 anni alcuni di loro ci considerano ancora nemici), sia da parte tedesca (loro invece ci considerano ancora dei traditori) Vedo, però, riguardo a quello che mi citi desumendolo dal libro su Visconti, che contiene un'inesattezza ed è la stessa che ho trovato nel testo di Nino Arena "Battaglie nei cieli d'Italia 1943-1945"; mi riferisco all'abbattimento del S.Ten. Cipiciani che non è avvenuto in data 30 gennaio 1944 bensì il giorno successivo durante un'altra incursione sopra Aviano. Non ti sto a raccontare quante altre perle ci sono in quel libro e tra queste spicca anche la presunta foto del B 24 Sinner's Dream mentre sta precipitando nella laguna di Grado. Ebbene, in effetti è una delle tre foto di un B 24 della RAF che riesce a rientrare in Inghilterra nonostante avesse subito l'asportazione di un motore centrato dalla bomba sganciata da un suo compagno. A parte queste amenità, in riferimento a quanto tu dicevi riguardo alle conferenze, devo purtroppo ammettere che ne ho appena tenuto una su quella battaglia aerea e devo ammettere che il successo è stato insperato. L'intento era solo quello di far conoscere ai miei concittadini ed a quelli dei paesi limitrofi, quei particolari, riguardanti gli eventi di domenica 30 gennaio 1944, che nessuno conosceva anche se in quest'area erano precipitati 2 B24 e 4 BF109 nell'arco di 5/10 minuti. Nonostante che la conferenza avesse carattere prettamente locale, non fosse stata publicizzata molto e si tenesse in un paese di 3500 abitanti, mi sono trovato la sala stracolma. Ti dirò che ho tenuto molte conferenze in passato, ovviamente di carattere archeologico, ma mai avevo visto un tale interesse tra la gente, non solo in quella del ramo ma anche in quella comune. Alla fine della serata mi hanno richiesto di ripetere l'intervento in un paese vicino ed anche all'aeroporto di Campofor-mido, non ricordo se presso l'Aeroclub o presso l'Associazione Arma Aeronautica. Nei giorni successivi ho ricevuto un sacco di telefonate da studiosi, da reduci dell'ANR o da semplici interessati che, essendo venuti a conoscenza della serata , in ritardo, e non avendo potuto partecipare mi chiedevano se e quando l'avessi ripetuta. In questi giorni sto prendendo accordi con uno studioso locale per una serata da tenersi presso l'Istituto Tecnico Industriale Aeronautico A.Malignani di Udine. Devo ammettere che tutto questo interesse mi ha letteralmente strabiliato. Ci sono moltissimi studiosi come te e me in Italia, forse non lavoreremo a livelli eccelsi ma con tenacia e passione veniamo a conoscenza di fatti e particolari che, noi neppure immaginiamo a quante persone possano interessare. Talvolta, sempre che si cerchi di farlo con cura e con fonti sicure e verificate, condividere le proprie conoscenze con gli altri, parlando in pubblico o scrivendo qualcosa, anche di modesto, credo che sia, non solo un notevole contributo alla conoscenza di una storia troppo ignorata e bistrattata ma anche l'occasione per conoscere nuove fonti d'informazione. Infine tu mi chiedi le fonti dei dati riguardanti le perdite del 53 Jg ebbene, le devo alla cortesia di Ferdinando d'Amico che mi ha fornito i dati inviatigli personalmente dal ricercatore tedesco Winfried Bock. Questi dati, messi a confronto con quelli desunti da un tabulato fornitomi da due ricercatori di Udine, il Mar.dell'A.L.E. Roberto Bassi ed il Mar.Gianni Criscuoli della P.A.N hanno permesso di integrare quanto già in mio possesso. Il Mar.Bassi è la persona che ha coordinato il recupero dell'aereo di Neiderhaghen ed insieme a Criscuoli sta lavorando su un censimento di tutti gli aerei precipitati in Friuli dal Primo conflitto mondiale ad oggi. E'strabiliante il database che hanno, frutto di anni di interviste con testimoni e sopravissuti, ricerche presso l'Archivio storico dell'Aeronautica, corrispondenza con Germania, Stati Uniti, Gran Bretagna ecc. Mi hanno messo a disposizione una gran mole di dati ed io nel mio piccolo cerco di collaborare con loro per quanto nelle mie possibilità Mi scuso per la lunga tirata e ti ringrazio nuovamente per le notizie che mi hai fornito. Freddy |
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PS. Mi era sfuggito che la Stazione di Villafranca era una postazione Radar e quindi il discorso fatto riguardo alla rotta non vale e credo che resti valida la precedente ipotesi.
Ciao. |
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Ho di nuovo toppato, non è Villafranca ma Francavilla, ok sono completamente rimbabmbito.
Per quanto riguarda il Fw190 di Verona, purtroppo non ho dati al momento ma cercherò di informarmi meglio. Comunque, riguardo al post di Nibbio in merito al Lt.Sulzbach, i dati non collimano perchè quella battaglia aerea su Ghedi sarebbe avvenuta solo l'anno dopo e verso i primi di aprile. Ti allego comunque una nota riguardo al fatto: P47D27 350th FG 346th FS - 6B4 - Buzzin Cuzzin' (One and Two) PILOT: Lt. Richard P. Sulzbach This was the plane of Lt. Richard P. Sulzbach, arrived to the 350th FG on 31 October 1944 and assigned to the 346th FS. A very vivacious character, when he still was a Flight Officer (December 1944) he tried to buzz with one of the two surviving razorback P-47s of the unit, the 350th Gp. Officers quarters, in Nettuno Hotel, Pisa, facing the river Arno. While flying a few feet above the river, he encountered a cable (the one carrying comms between HQ of 5th Army and subordinate Commands). The cable cut off almost a meter of one wing, smashed bulletproof windscreen and the canopy, but Sulzbach managed to land back at Pisa. He was temporarily grounded and his promotion to Lt. delayed of 3 months... Anyway he managed to became a successful Flight Leader and to claim three e/a shot down: the first happened on 29 January 1945 when he claimed a Ju 87D of NSGr.9 shot down at dusk, NO of Bologna. His faithful "Buzzin Cuzzin'" however, was destroyed on 30 March 1944 with 1/Lt. Glenn L. Parish flying it and killed during a strafing, when a huge explosion of his target (an ammo dump) engulfed the plane, destroying it. Thus Sulzbach on 1 April 1945 was flying one of the brand new P-47 (s/n 44-21054) which the 346th FS had received on late March and adorned with a new, rushed, version of his nickname. The initial fate wasn't favourable to the new mount, as Sulzbach, while trying to attack several trucks hidden in a wood near Lake Garda, didn't pull up in time and crashed against a bunch of trees... the strength of the Jug saved his life, since his plane, notwithstanding a completely bent nose and deep gashes along all wing leading edges, managed to saw his way through the trees and bring the pilot back to Pisa. Both wings, nose, engine and airscrew were to be replaced, so Sulzbach was flying with another different P-47 on the following day, when in a furious combat between Ghedi and Villafranca, he managed to claim two Bf 109s of 2˚ Gr. C. of the ANR one of them being the one of Ten. Sarti (KIA). On that day, the rest of the unit claimed ten more Bf 109s shot down for no loss. On 22 April 1945 Sulzbach's P-47 was hit during one of the many missions against the retreating German troops in the final pust of the Allied troops on the Padana plains. He managed to crash-land safely along the Via Emilia and was rescued by an advancing section of the 88th US Division. The war ended a week later. |
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Ciao Freddy, le postazioni radar usate dai tedeschi erano di due tipi: -la wurzburg e -la freya. Si distinguevano per la portata ed erano in uso già in Sicilia probabilmente dal 1941, anche se ho letto testimonianze su libri solo dal 1942. "La rotta praticata dai bombardieri alleati e dai loro caccia di scorta, decollanti dalle basi pugliesi era equidistante dalle coste italiane e slave, poi in genere, se gli obiettivi non erano padani, deviava verso nord-est all'altezza delle foci del Po" (sempre dal libro su Visconti) La postazione di Francavilla a mare si chiamava probabilmente Wasserman per due motivi: -iniziale W ad indicare il tipo di radar, appunto il Wurburg; -wasser=acqua perchè prossima a mare o lago. Fu operativa credo fino al mese di maggio 1944, quando la caduta di Cassino, rendendo imminente un aggiramento dal fronte tirrenico verso l'abruzzo impose alle truppe tedesche di ritirarsi per attestarsi sulla linea gotica: infatti queste avevano retto molto meglio su questo versante (vedi battaglia di Ortona, anche nota come piccola Stalingrado), grazie anche ad un inverno molto piovoso, che fece tracimare il Sangro in più punti, tinto di rosso sangue alleato e rinominato per la tragica occasione Bloody river. Testimone silente di tanto dolore è il Cimitero Canadese di Torino di Sangro (CH). Sulla battaglia del Sangro ho letto alcuni episodi del libro "MONTECASSINO" di Matthew Parker ed. Il saggiatore, che a termine del suo lavoro cita "Solo i bagni di sangue di Verdun e di Passchendaele o i combattimenti sul fronte orientale possono essere paragonati a Montecassino. Fu la più grande battaglia terrestre combattuta in Europa, lo scontro più aspro e cruento tra gli Alleati e la Wehrmacht. Molti tedeschi la giudicarono peggiore di Stalingrado." Il mio paese e quello a fianco erano piccoli caposaldi tedeschi, tenuti da non più di una dozzina di ss, che oltre a distruggere case e seminare mine, non fecero repressioni gratuite sui civili che non avevano aderito all'invito di andarsene a sud; purtroppo in zona, qualche avventuroso partigiano commise l'errore di attaccare una pattuglia tedesca, uccidendone uno senza peraltro generare alcun evento di rilievo utile alla liberazione d'Italia, al chè seguì la tragicamente nota decimazione... |
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