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Eh sì lo sviluppo industriale in Italia era indietro di qialche decennio rispetto alle altre potenze. I famosi 12'000 aerei prodotti nei 3 anni di guerra ... contro i 300'000 prodotti dagli USA, o i 120'00 dell'inghilterra, o i 115'000 della Germania pur martellata dai bomber ... se non si ricordano queste cifre non si ha una misura del colossale errore di valutazione fatto nel 1940. Che amarezza ... Insuber |
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Salve.
Al solito si va verso "l'impreparazione", "la capacità industriale era inferiore" ecc... Cerco di provocare: Guarda queste cifre: http://www.theaerodrome.com/aircraft/statistics.php Cosa si può dire? D'accordo gli aerei della WWI non erano quelli della WWII ma... Non sarà che c'era anche un'organizzazione diversa? Non sarà che il sistema politico/militare/industriale e i relativi responsabili in quegli anni facevano schifo? Se leggiamo del concorso per il nuovo caccia (dove veniva chiesto, seppure con confusione, un caccia monoplano e alla fine l'aereo più prodotto fu il CR42), oppure del nuovo bombardiere "normale" (con le INFINITE peripezie, cambiamenti di specifiche, richieste di modifiche del CANTZ 1018), oppure ancora del ricognitore (il vincitore fu il CA331 anche se poi non fu costruito in serie), per parlare solo di casi che riguardano l'aeronautica ma ce ne sarebbe anche per l'esercito (forse anche di più!) e per la marina, si capisce che c'è dell'altro oltre che un industria che non era certamente quella degli USA. Per me la risposta è scontata. Ciao Questo messaggio è stato modificato. Ultima modifica da: Josto1963, |
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Difatti quella guerra l'abbiamo vinta! LOL Comunque quella tabella è molto indicativa di come già la Grande Guerra fosse stata il primo colpo mortale al declino del primato industriale della vecchia Europa. Francia e Italia si sarebbero da allora un po' "adagiate sugli allori" mentre i piani quinquennali sovietici e le enormi potenzialità dell'economia americana avrebbero ribaltato sostanzialmente la situazione facendo nascere giganti industriali di massa. Probabilmente Francia e Italia dopo la Prima Guerra Mondiale hanno puntato a "mantenere le posizioni", mentre l'economia richiede una costante innovazione. |
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Francamente non ho capito la provocazione. Non mi sembra di avere condannato l'industria e assolto la politica, tutt'altro. A ognuno le sue responsabilità, l'entrata in guerra non fu certo imposta dagli industriali mi sembra. L'impreparazione che dici tu è figlia del regime di allora. L'industria ne era l'amante viziata. L'errore imperdonabile di valutazione fu dei politici, chiamiamoli con un eufemismo. Da cultore dilettante della storia della I GM confermo l'impressione di maggiore efficienza del paese e dell'esercito (noi italiani almeno una GM l'abbiamo vinta, i teutonici poverini le hanno perse tutte e due ...), anche se già allora i cialtroni abbondavano nelle stanze dei bottoni. Lo sapevi ad esempio che lo scavo di gallerie per la guerra di mine si effettuava dal lato italiano con efficenza e velocità molto superiore rispetto agli austroungarici, grazie all'uso di tecnologie più avanzate come i perforatori pneumatici? Immagina che diavolo di organizzazione per creare e mantenere un cantiere del genere in alta montagna ... Ciao, Insuber |
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Ciao a tutti. Concordo con Insuber sul fatto che gli austriaci ci invidiavano i mezzi e le competenze per gli scavi soprattutto in Dolomiti nella prima G.M., invidiati dagli austriaci, ma ricordo che era un'eccezione: già nella prima G.M. eravamo industrialmente scarsi, senza il continuo sostegno di Gran Bretagna e Francia prima e USA dopo, ci saremmo squagliati come neve al sole per carenza di mezzi - ad esempio dal '17 fummo costretti ad importare maschere antigas perchè le nostre erano inadeguate. Solo negli anni 30 ci venne "condonato" il rilevante debito di guerra contratto Purtroppo questo fatto "economico" è sempre stato disatteso, perchè vergognoso per i politici di allora: l'entrata in guerra allora fu da incoscienti come nella seconda - paese ed esercito largamente impreparati, speranza di chiuderla subito con grandi vantaggi : prova ne è che nonostante le frontiere difese scarsamente dagli austriaci, ci fermammo subito e furono dolori. Gli austriaci parlano di "miracolo militare" riferendosi alla tenuta del fronte di allora. mentre le truppe migliori erano a farsi massacrare sul fronte russo
Tornando alle differenze, nel 14 la costruzione di un velivolo era di fatto largamente artigianale, perchè legata al legno ed alla tela: dal 1930 in poi la costruzione dei velivoli "moderni" in metallo era un fatto industriale che richiedeva delle presse di dimensioni e costi elevati, con investimenti adeguati che non le nostre industrie non volevano (nè forse potevano) permettersi, soprattutto perchè volevano guadagnare e basta con il loro monopolio e poi Mussolini sperperava in guerre inutili. Così continuammo a propagandare mezzi modesti come se fossero chissà cosa: il peggio fu che a tali panzane, tutti finirono col crederci... ciao |
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Ragazzi forse arrivo dopo la musica 8come al solito
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Scusa Del_Prete ma hai preso fischi per fiaschi...
Il G56, evoluzione del G55 col DB603 in luogo del DB605, è tutta un'altra storia! Ciao I/JG53_Amsicora |
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CAPPERO lo sapevo che dovevo star zitto tutte le volte cerco di fare post intelligenti e alla fine mi smerdo clamorosamente acc. grazie Josto
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Ma dai non ti abbacchiare. Secondo me poi è un G.56¾. Insuber |
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