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arrigoni1961
03-09-2006, 07:29 AM
Premessa
Nelle mie intenzioni questo vorrebbe essere il primo di una serie (spero solo di riuscire a trovare il tempo e, soprattutto, il materiale necessario) di articoli che avranno per oggetto aspetti meno noti della Storia della nostra Aviazione.

Certamente non avranno la pretesa di dire l'ultima parola sui diversi argomenti, anzi, il mio proposito è che essi costituiscano lo spunto per la discussione che vorrei nascesse...

Gli argomenti trattati non avranno un ordine cronologico, ma, per restare in tema bellico, adotteranno il "salto della rana", a mio avviso più stimolante...

Quest'articolo è dedicato alla memoria del Generale Brigata Aerea (R.N.) Alfredo Francione, all'epoca degli avvenimenti Capitano Pilota in forza all'idroscalo di Augusta, dapprima Comandante della 189a Squadriglia Ricognizione Marittima, poi della 186a, e, nel giugno del 1951, col grado di Maggiore, Comandante della 149a, che fu tra i protagonisti della Specialità oggetto di questa trattazione, e che visse in prima persona gli Eventi bellici riportati.
Un doveroso, profondo e sentito ringraziamento va ai suoi Eredi ed in particolare a sua nipote Cristiana, mia amica e grande appassionata di aeronautica, per le notizie, il materiale, e non ultimi, gli stimoli ricevuti ad intraprendere tale lavoro.
E, finalmente, si va a incominciar...


LA RICOGNIZIONE MARITTIMA ED IL SOCCORSO1940-43

Introduzione
L'industria italiana, prima della seconda guerra mondiale, aveva maturato una invidiabile esperienza nella costruzione di idrovolanti portando l'Italia alla conquista di numerosi primati.
Si preferì però seguire la strada dei plurimotori a scarponi trascurando i grandi idrovolanti a scafo centrale che si andavano invece affermando nelle aviazioni straniere, e che avevano maggior spazio interno, che si traduceva in un maggior carico pagante, sia esso bellico (armi trasportate), che umano (naufraghi accolti) .
Allo scoppio delle ostilità ci si ritrovò perciò con macchine come il Cant.Z 501, a scafo centrale, che era sì affidabile, ma ormai di concezione superata , o con altre come il Cant.Z 506 che, sebbene di concezione più moderna e di caratteristiche adeguate (almeno per il 1940), fu però afflitto da errate concezioni di impiego, venendo inizialmente destinato al bombardamento marittimo, e solo successivamente (alla luce dei risultati), quando era ormai inadeguato anche per la ricognizione, destinato alla ricognizione marittima ed al soccorso.
Tutto ciò fece sì che gli idrovolanti italiani si trovassero ad essere quasi sempre impiegati in compiti al di sopra delle proprie possibilità.


Le macchine

1 - Il Cant.Z 501 "Gabbiano"
Progettato nel 1933 dall'Ing. Filippo Zappata, il Cant.Z 501 era un idrovolante monomotore, monoplano ad ala alta a struttura lignea ; equipaggio previsto di 4 uomini, operativo 5 (comandante, 1? e 2? pilota, motorista e marconista);
l'armamento di lancio era costituito da tre mitragliatrici da 7,7 mm in postazioni singole, ciascuna dotata di 500 colpi (1);
l'armamento di caduta era invece dato da combinazioni variabili di bombe agganciate a travetti posti sotto la mezzeria dei tralicci che collegavano la fusoliera ai galleggianti: 2 x 250kg, 4 x 160kg, 4 x 160AS, 4 x 70kg sferiche (2), per complessivi kg 640.
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Nel 1937 le Squadriglie da Ricognizione vennero gradatamente riarmate con questo idro a scafo centrale.
Nell'impiego si sarebbe dimostrato vulnerabile alla caccia e poco pericoloso per i sommergibili, configurandosi, più che altro, come un velivolo da pattugliamento costiero.
All'eleganza delle forme, l'aereo univa ottime caratteristiche di autonomia (2600 km) ed eccellenti qualità nautiche, ma era anche molto lento (275 km/h di velocità massima) e poco difendibile in caso di attacco aereo nemico (da cui i soprannomi "Mulo" e "Mammaiut" attribuitigli dagli Equipaggi), e, come se non bastasse, afflitto anche da numerosi incidenti di volo, tanto che la R.A., allarmata, il 7 agosto ˜40 consigliò ufficialmente alla Marina di usare i mezzi lo stretto necessario, in quanto "statisticamente più volano e più è possibile il verificarsi di un incidente"!...

http://digilander.libero.it/carandin/Image23.jpg

Infatti, in caso di violenti ammaraggi, causati per errore umano o per i danni riportati, accadeva spesso che le strutture di sostegno dell'ala superiore e del motore cedessero, e l'elica, che si trovava proprio sopra la pedaliera, andasse ad invadere col suo disco la fusoliera provocando spesso l'amputazione delle gambe o delle braccia del malcapitato di turno.
Non a caso i Piloti, con una buona dose di humour "nero", avevano soprannominato la sua elica "l'affettatrice".
Il Cant. Z. 501, largamente impiegato, aveva tra i suoi compiti:
- sorveglianza costiera;
- scorta ai convogli;
- lotta Antisom;
- ricerca delle mine;
- operazioni di soccorso;
- esplorazioni strategiche.
Proprio queste ultime, svolgendosi nei pressi di basi avversarie o di portaerei, daranno vita a frequenti drammatici incontri con la caccia nemica:
molte volte, il segnale di scoperta dell'obiettivo da parte del ricognitore era seguito da quello di essere sotto attacco, o addirittura dal segnale di ammaraggio d'emergenza per i danni subiti, troppo spesso seguiti dal silenzio radio che non lasciava alcun dubbio sulla triste sorte toccata allo sfortunato equipaggio.
Nell'impiego come idrosoccorso non essendo lo spazio a bordo idoneo all'accoglienza di naufraghi, il Gabbiano normalmente limitava il suo compito alla loro ricerca, scoperta e segnalazione alle unità navali restando in volo sulla zona, anche se, per interventi urgenti, provvide spesso al loro diretto recupero.
Nella ricerca e distruzione di sbarramenti e campi minati, invece, li avvistava e vi indirizzava i mezzi navali, mentre in caso di ordigni isolati vaganti, provvedeva a farli brillare direttamente col fuoco delle armi di bordo.
Ma sarà la scorta diretta ai convogli a costituire per la flotta dei Cant.Z. 501 il compito più gravoso, come vedremo più avanti.

(1) : munizionamento riferito a mtg. Safat; la dotazione delle mtg. Lewis, che armavano le prime versioni, era di 10 caricatori da 47 colpi, per complessivi 470 colpi/arma.
(2) : non sono riuscito a reperire alcuna notizia su tali armi, che ritengo abbiano avuto impiego A.S..

2 - Il Cant.Z 506 "Airone"
Ulteriore progetto dell'Ing. Zappata, Il 506 era un idrovolante a scarponi, monoplano ad ala bassa a sbalzo, trimotore a struttura in legno.
Il progetto risaliva al 1935 e l'aereo era detentore di numerosi primati.
La sua versione militare, il Cant.Z 506 B, destinata alla ricognizione ed al bombardamento marittimo, si distingueva da quella "da primato", per la cabina di pilotaggio sopraelevata ed a posti in tandem, e per il lungo "marsupio" ventrale, cui internamente corrispondevano le installazioni belliche.
Nonostante le pesanti tali modifiche subite, il l'Airone continuava a riservare sorprese:
con le stesse unità motrici, diverse centinaia di kg in più ed una maggiore sezione trasversale, ...era più veloce del predecessore!
Il "miracolo", probabilmente, era da attribuirsi al nuovo raccordo ala-fusoliera, che aveva notevolmente migliorato l'efficienza aerodinamica del velivolo...
Venendo all'equipaggio, questo era costituito da cinque uomini (comandante/osservatore, 1? e 2? pilota, marconista, motorista).
L'armamento di lancio era costituito da tre mitragliatrici Safat da 7,7 mm con 500 colpi per arma, ed una Scotti da 12,7 mm montata in una torretta dorsale "Caproni-Lanciani" "Delta E", con 350 colpi.
Quello di caduta, alloggiato nell'apposito vano bombe del marsupio, era costituito dalle combinazioni: 1 x 800 kg + 3 x 100 kg; 1 x 800 kg + 3 x 50 kg; 2 x 500 kg; 2 x 250 kg + 3 x 100 kg; 2 x 250kg + 3 x 50 kg; 6 x 160 kg; 12 x 100 kg; 12 x 50 kg; 16 x 20 kg; 16 x 15 kg.

http://www.finn.it/regia/immagini/cantz/cantz506_soccorso_egeo.jpg

Poco prima delle ostilità, l'Aeronautica decise di assegnare alla ricognizione marittima alcuni velivoli del tipo Cant. Z 506 B "Airone".
Questo aereo costituiva rispetto al 501 un salto qualitativo non indifferente.
Trimotore, con velocità di 360 km/h a 4.000 m ed autonomia pratica di 2.800 km, offriva maggiore abitabilità all'equipaggio ed un armamento difensivo maggiorato; sensibile anche la capacità di ospitare nell'apposita gondola un carico di una tonnellata di bombe od attrezzature di salvataggio; la sua dote più brillante risiedeva però nelle eccezionali qualità nautiche dei due galleggianti a scarponi che, seppur costituendo un ostacolo alla velocità, avevano disegno idrodinamico talmente riuscito da consentire ammaraggi con mare a Forza 5 e decolli con mare a Forza 4.
L'Airone però non era stato espressamente concepito per la ricognizione, sicché l'osservatore non godeva di particolari comodità a bordo, dovendo svolgere il suo ruolo praticamente in piedi, accanto ai due piloti che sedevano in tandem sul lato sinistro della fusoliera.
Al 10 giugno 1940 risultano in carico alle Squadriglie da Bombardamento Marittimo della R.A. 47 "506B"(1) e 30 ricognitori alle Squadriglie da Ricognizione di Marinavia (2), più 4 esemplari civili requisiti all'Ala Littoria (...l'Alitalia dell'epoca).

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I "506B" si distinsero in numerose azioni di attacco contro i convogli nemici, partecipando tra l'altro, anche agli scontri di punta Stilo e Capo Teulada.
Furono queste le ultime azioni della Specialità Bombardamento Marittimo: i 506B infatti, pur essendo abbastanza moderni erano comunque più lenti dei bombardieri terrestri della stessa generazione e avevano un minor carico bellico;
si decise pertanto di sciogliere il gruppo e trasferire i "506" all'Aviazione di Marina nella Specialità della Ricognizione.

http://www.asso4stormo.it/arc2/gab/gab17.jpg

Gli equipaggi dei "506" decollavano ogni giorno setacciando il Mediterraneo con missioni lunghissime (spesso superiori alle 4 ore), affrontando sacrifici e rischi molto gravi;
il loro aereo era generoso, dotato di eccellenti qualità nautiche (poteva ammarare con mare superiore a Forza 4!), e capace di assorbire bene i colpi, ma era sempre terribilmente esposto alla caccia nemica, soprattutto quando la missione prevedeva l'invio di aerei isolati nelle vicinanze di munite basi navali o grosse formazioni navali dove incontrare la caccia nemica non rappresentava un incontro occasionale, ma la certezza.
L'Armistizio coglierà ancora 58 (32 efficienti) Cant.Z. 506 presso 20 Squadriglie di Marinavia distribuite tra Penisola, Sardegna, Corsica, Francia meridionale, Sicilia, Dalmazia, Grecia, Egeo.
Altri 40 esemplari circa saranno in carico a Reparti non bellici.
(2) Fonte: Dimensione Cielo; altre Fonti ne riportano 57;
(3)Fonte: Dimensione Cielo; altre Fonti ne riportano 28;

3 - Il FIAT CMASA RS.14
Progettato espressamente dagli Ingg. Manlio Stiavelli e Lucio Lazzarino nel 1937 per rispondere ad una specifica per un aereo da ricognizione strategica marittima da affiancare al Cant.Z 506 e sostituire il Cant.Z 501, l'RS.14 era un idrovolante a scarponi, monoplano ad ala bassa a sbalzo, bimotore, a struttura interamente metallica.
L'armamento di lancio era costituito da due mitragliatrici Breda-Safat da 7,7 mm con 500 colpi per arma, ed una Scotti da 12,7 mm montata in una torretta dorsale "Caproni-Lanciani" "Delta E", con 350 colpi.
Quello di caduta, alloggiato nella gondola ventrale amovibile, era costituito dalle combinazioni:
2 x 160 kg, 4 x 100 kg, 6 x 50 kg, 6 x 40 kg.

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Il muso fusiforme (tipo He.111) inizialmente previsto, su parere (vincolante) del Gen. (G.A.R.I.) Cebrelli, viene abbandonato per una cabina di pilotaggio di tipo tradizionale.
Il prototipo rivelò buone doti di velocità e di arrampicata, unite ad eccezionali capacità acrobatiche, insospettabili per un idrovolante bimotore, ma sugli esemplari di serie, appesantiti dalle installazioni belliche, tali caratteristiche saranno meno appariscenti, e tuttavia permetteranno spesso al nuovo idroricognitore di costituire per i cacciatori inglesi una sgradita sorpresa, rivelandosi preda non facile.
L'aereo fu però afflitto da una lunga messa a punto e da una serie di incidenti dovuti al cedimento dei montanti degli scarponi, che ne ritardarono l'entrata in servizio, e solo tra la fine del 1941 e l'inizio del 1942, i primi RS.14 verranno consegnati ai reparti operativi di Augusta e Marsala in Sicilia.

http://img73.imageshack.us/img73/3048/idrors2pq2uh.jpg

Questi aerei parteciparono alla battaglia navale di Mezz'Agosto e successivamente vennero impiegati per compiti di ricognizione marina e scorta ai convogli.
Solo in casi eccezionali l'RS.14 effettuò azioni dirette di soccorso non possedendo elevate caratteristiche nautiche per gli ammaraggi in mare aperto.
Pur essendo un aereo molto diverso dai predecessori, l'RS.14 finì per integrare i Cant.Z 501 nelle scorte ai convogli ed i Cant.Z 506 nella ricognizione marittima rispetto al quale risultava più manovrabile ma con minori qualità nautiche.
Nei primi mesi del 1943 gli RS.14 operativi erano circa 50, molti di quali furono danneggiati perché non cadessero in mano nemica durante l'invasione della Sicilia.
Gli aerei superstiti, dopo l'armistizio dell'8 settembre, continueranno a volare dalle basi della Sardegna fino alla fine della guerra. Sopravvivranno alle vicende belliche solo 9 RS.14 successivamente demoliti nel 1950.


Tabella di riepilogo Specifiche Tecniche


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I Reparti
Al 10 giugno 1940 l'Organico della Specialità era così composto:

Divisione Adriatico Settore Nord
- 4a Sezione Costiera, Cant Z-501, Pola.

Divisione Adriatico Settore Sud e Ionio
-142a Squadriglia Ricognizione, Cant Z-501, Brindisi;
-145a Squadriglia Ricognizione, Cant Z-501, Brindisi;
-142a Squadriglia Ricognizione, Cant Z-501, Taranto;
- 3a Sezione Costiera, Cant. Z-501, Taranto.

Divisione Tirreno Settore Nord
-141a Squadriglia Ricognizione, Cant Z-501, La Spezia-Cadimare;
-187a Squadriglia Ricognizione, Cant Z-501, La Spezia-Cadimare;
-1a Sezione, Costiera Cant Z-501, La Spezia-Cadimare.

Divisione Tirreno Settore Sud
-182a Squadriglia Ricognizione , Cant Z-501, Napoli-Nisida.
- 148a Squadriglia Ricognizione, Cant Z-501, Vigna di Valle.

Comando Navale Sardegna (85?Gruppo)
-146a Squadriglia Ricognizione, Cant Z-501, Cagliari-Elmas;
-183a Squadriglia Ricognizione, Cant Z-501, Cagliari-Elmas;
-188a Squadriglia Ricognizione, Cant Z-501, Cagliari-Elmas;
- 5a Sezione Costiera, Cant Z-501, Olbia.

Comando Navale Sicilia (83? Gruppo)
- 170a Squadriglia Ricognizione, Cant Z-501, Augusta;
- 184a Squadriglia Ricognizione, Cant Z-501, Augusta;
- 186a Squadriglia Ricognizione, Cant Z-510, Augusta;
- 189a Squadriglia Ricognizione, Cant Z-501, Augusta,

- 144a Squadriglia Ricognizione, Cant z-501, Trapani-Stagnone.

Comando Navale Albania
-288a Squadriglia Ricognizione , Cant Z-501 bis, Brindisi.

Comando Navale Libia
-143a Squadriglia Ricognizione, Cant Z-501 bis, Menelao, Cirenaica.

Comando Navale Mar Egeo (84? Gruppo)
- 147a Squadriglia Ricognizione, Cant Z-501, Lero;
- 185a Squadriglia Ricognizione, Cant Z-501, Lero.

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L'impiego
Alla data del 10 giugno 1940, per la Ricognizione d'Altura vi erano a disposizione di Marinavia, , 237 idrovolanti (di cui 163 efficienti in reparto) tra Cant. Z 501 e 506 (e quest'ultimi presenti solo in una trentina di esemplari).
Nella scorta diretta ai convogli, "Gabbiani" ed "Aironi" svolsero un' intensissima attività di sentinella pronta a segnalare la presenza di sommergibili e mine.
Infatti, i tanti settori del bacino mediterraneo in cui erano impiegate le nostre Forze Armate (Sardegna, Sicilia, Libia, Dalmazia, Albania, Grecia, Egeo), rendeva necessario servirsi abbondantemente dei trasporti marittimi.
Basti pensare che dal giugno '40 al dicembre '42 furono effettuate da e per la Libia 1789 traversate di navi da trasporto, 460 di navi militari da carico, 1913 di navi militari di scorta che trasportarono 2.2469.33 tonnellate di materiale (perse 317.1563 tonn.) e 206.402 persone (perse 17.240).
Le perdite, di per sé elevate, avrebbero potuto essere ancora maggiori se non ci fosse stata la protezione antisom dei ricognitori, peraltro limitata alle sole ore diurne.
Infatti, delle 146 navi andate perdute, ben 76 lo furono di notte, e delle rimanenti, solo 64 furono imputabili alla scarsa copertura aerea.
Gli idrovolanti italiani furono protagonisti, di innumerevoli missioni in condizioni meteorologiche avverse con gli equipaggi intenti a scrutare il mare alla ricerca della flotta nemica o del battellino di salvataggio con qualche sfortunato pilota, missioni spesso interrotte dalla caccia nemica, con l'aereo costretto ad ammarare sotto i colpi degli Spitfire, Fulmar , Hurricane, Beaufighter, (ma anche Blenheim e Hudson e Maryland!) di turno, che decollati da Malta o dalle portaerei, controllavano tutto il settore meridionale del Mediterraneo.
Un doveroso omaggio va quindi reso agli uomini, Osservatori, Piloti ed Avieri, che sprezzanti del pericolo, volarono, combatterono e spesso morirono su questi aerei per dare ai Comandi vitali informazioni sui movimenti del nemico o per recuperare qualche pilota abbattuto, amico o nemico che fosse...
Proprio per il Soccorso in mare vale la pena di spender qualche parola in più: alla versione "B" del Cant. Z 506, bombardiere, si affiancarono anche le versioni "C", civile ed "S", sanitario, disarmate e prive della gondola ventrale, caratterizzate dalla livrea bianca e le insegne della Croce Rossa Internazionale e destinate al soccorso dei naufraghi.
I soli 3-4 CZ.506S disponibili nel giugno 1940 in Sicilia, nei primi mesi di guerra effettueranno 67 missioni per 203 ore di volo recuperando 25 naufraghi italiani ed inglesi.
Simili aerei avrebbero dovuto essere praticamente immuni dagli attacchi della caccia nemica.
Invece pagheranno anch'essi il loro pesante tributo di sangue: gli Inglesi infatti, durante la tutta la guerra non faranno mai troppa attenzione alle insegne di questi aerei, abbattendone numerosi esemplari con estrema facilità...
Un esempio: il 12 giugno '41, un "506C" (M.M. 60461, ex I-POLA), alla ricerca del pilota di un C.200 abbattuto, e scortato da 2 CR.42 in alta quota, viene intercettato da 3 Hurricane" di uno Squadron maltese, ed attaccato.
I primi 2 notano le croci rosse ed effettuano il passaggio "in bianco", il terzo, le nota solo dopo aver fatto fuoco: l'I-POLA è condannato, e precipita in fiamme con la totale perdita dell'equipaggio;
la scorta, intervenuta tardivamente, riuscirà solo ad abbatterne uno, perdendo però un CR.42.
Al rientro del CR.42 sopravvissuto al combattimento, decolla un altro "506S" scortato da 9 CR.42, alla ricerca di eventuali sopravvissuti allo scontro; ma non trovandone, rientra.
L'idro e la scorta, a poche miglia dalla costa siciliana si separano, per rientrare alle rispettive basi: è il momento atteso dai 7 Hurricane che stanno giungendo alle loro spalle fatti decollare dal Controllo Caccia di Malta; uno di essi, che dirà di aver visto le croci rosse troppo tardi, danneggia il "506S" e lo costringe all'ammaraggio d'emergenza con un morto a bordo.
Solo il giorno successivo un altro idrosoccorso recupererà i superstiti.
Ben avevano inteso invece i Tedeschi, che non avevano esitato a dotare i propri idrosoccorso di numerose postazioni difensive...
Ed infine, un aneddoto sul RS.14:
il 9 maggio '42, un "RS" della 170a Squadriglia in ricognizione sul Canale di Sicilia, viene intercettato da 2 Spitfire facenti parte dei 60 inviati verso Malta e decollati dalle portaerei Eagle e Wasp.
I loro piloti pensano di ottenere una facile vittoria, ma non è così: l"RS" è un'anguilla, non si riesce a collimarlo.
Ma intanto l'idro si difende, e colpisce: la 12,7 dorsale, colpisce uno degli Spitfire, che sbanda e collide con l'altro...mentre l'idro ha incassato solo 2 proiettili!

<span class="ev_code_YELLOW">Filmati Cant.Z.501 - Cant.Z.506: </span>
http://www.youtube.com/watch?v=5OzoTZe_71c&NR
http://www.youtube.com/watch?v=fTguW_q7m-E

http://digilander.libero.it/torpedoclub/RA18.jpg

Gli uomini
"Un nostro ricognitore non è rientrato alla base", era questa la laconica frase con cui tante volte si chiudeva il resoconto delle azioni belliche riportate sui Bollettini di Guerra Italiani del periodo.
Una breve espressione da "addetti ai lavori", che però in sé celava il coraggio, l'impegno, la dedizione e spesso il sacrificio di tanti che in tale Specialità militarono.
I reparti della Ricognizione Marittima erano inquadrati nell'Aviazione per la Regia Marina (Marinavia) ed avevano equipaggi misti, formati cioè da Personale delle due Armi;
il Comandante dell'aereo, in particolare, era un Ufficiale Osservatore della Marina, indipendentemente dal grado: l'Osservatore era perciò il Responsabile Operativo della missione, quello che decideva dove andare e cosa fare.
Al pilota (proveniente dai ranghi dell'Aeronautica), spettava naturalmente la responsabilità della condotta tecnica del velivolo.
Alla data del 10 giugno 1940, gli osservatori risultavano essere 173.
Il numero, non elevato, ed inferiore a quello dei velivoli disponibili, stava già ad indicare che il loro impegno sarebbe stato massimo; inoltre, la loro presenza sarà poco dopo richiesta, in forma stabile o saltuaria, anche su bombardieri e siluranti, aggravando quindi il lavoro di quelli in forza alla ricognizione marittima.
Questa carenza di organico era il risultato dei criteri troppo selettivi fino a quel momento adottati:
gli osservatori venivano scelti solo tra gli ufficiali di stato maggiore e dovevano possedere notevolissime doti di resistenza fisica.
Già i primi mesi di guerra evidenziarono difficoltà ed errori di impostazione:
l'iniziale mancanza d'intima collaborazione tra Marina ed Aeronautica, le carenze qualitative e quantitative della linea, e lo stesso impiego degli idrovolanti spesso al di sopra delle loro effettive possibilità, decimarono ben presto le file dei ricognitori marittimi e degli equipaggi.
A causa dell'impossibilità per la caccia di scortare i ricognitori, i più vulnerabili Cant. Z 501 passarono a compiti meno rischiosi, e le ricognizioni d'altura o sulle basi navali avversarie furono affidate ai plurimotori terrestri.
Alla esiguità degli osservatori, il cui numero non era mai adeguato alle necessità operative, venne in qualche modo posto rimedio portando la cadenza dei corsi da quella annuale prebellica, a quella quadrimestrale, nel '41 e nel '42, permettendo di raddoppiare l'organico iniziale, e nel contempo risanare le perdite.
Tuttavia, dover fronteggiare un nemico determinato e agguerrito, dotato di mezzi idonei alla guerra sul mare (portaerei, radar, aviazione navale, idroricognitori a grande autonomia), col solo aumento degli Osservatori, era ben poca cosa.
Senza dimenticare che fondamentali carenze, quali la mancanza di razionali collegamenti radio tra Marina ed Aeronautica, rimasero tali per buona parte del conflitto, al punto che più di una volta, dopo averle tentate tutte, l'idro di turno era costretto ad ammarare nei pressi della flotta per comunicare "a voce" quanto aveva scoperto...
Inoltre, le difficoltà incontrate dagli equipaggi nella cifratura dei messaggi di scoperta da inviare ai Comandi erano tali che spesso l'idro veniva abbattuto dai caccia prima di riuscire a trasmettere l'avvistamento alla base.
Se i mezzi e le intese non furono all'altezza della situazione, grande fu invece l'abnegazione degli uomini che volarono sui ricognitori di Marinavia.
Dal 10 giugno 1940 al 31 agosto 1943 essi compirono oltre 31.000 missioni, pari a 26 per ogni giorno di guerra, della durata media di 4 ore ciascuna.
Su 230 velivoli che per varie cause andarono perduti in quel periodo, la morte mieté a piene mani giovani vite di piloti, di specialisti, di osservatori.
Un dato per tutti: gli Osservatori della R. Marina, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, ebbero perdite superiori al 25% degli effettivi e guadagnarono - senza essere neppure cinquecento - otto medaglie d'oro alla memoria in servizio di volo, duecentotrenta medaglie d'argento, centocinquantadue di bronzo e trentasei croci di guerra.
Gli Osservatori, i Piloti, i loro Equipaggi, scrissero nella storia della Nazione autentiche pagine di eroismo e di abnegazione contribuendo molto alla sicurezza della navigazione dei convogli italiani da e per l'Africa e alla salvezza dei naufraghi.
Scrive Tullio Marcon:"Anni fa, un pilota inglese d'idrovolanti mi chiedeva se gli uomini della Regia Aeronautica che nel '43 andavano ancora in volo sul Mediterraneo con i "501" erano da considerarsi valorosi o pazzi.
Gli risposi che, in quanto Italiano come Loro, non stava a me definirLi valorosi; ma gli assicurai che tra quelli che aveva avuto la ventura di conoscere, pazzi non ve n'erano di certo".
Ed ancora, lo stesso Comandante della Mediterranean Fleet, amm.Andrew. C. Cunningham avendo personalmente assistito all'ennesimo sacrificio di alcuni aerei dell'83? Gruppo, più tardi lo ricorderà con queste parole:"Gli Italiani non ebbero molta fortuna, perché tre idrovolanti Cant. furono rapidamente abbattuti dalla caccia dell'Illustrius.
L'ultima battaglia aerea ebbe luogo sopra la nostra flotta e vedemmo il grande scafo del Cant. entrare ed uscire dalle nubi con tre "Fulmar" in picchiata dietro di esso.
Vi poteva essere una sola conclusione e in quel momento una meteora in fiamme con una lunga scia di fumo nero cadde dal cielo e si tuffò in mare proprio di fronte alla flotta.
Non si poteva fare a meno di commiserare gli aviatori italiani che, con aerei poco manovrieri, avevano intrapreso un tale compito senza speranza".

Fonti
http://www.regiamarina.net/arsenals/planes_it/idroplanes/idro_it.htm#intro
http://regiaaeronautica.com/modules.php?name=News&file=article&sid=22
http://digilander.libero.it/carandin/OSSERVATORI.htm
http://www.aeronautica.difesa.it/sitoam/images/CANTZ506...%20ONE%20180X254.pdf (http://www.aeronautica.difesa.it/sitoam/images/CANTZ506%20TESTO-FOTO%20ALL%20IN%20ONE%20180X254.pdf)
http://www.ing.unipi.it/~dimnp/staff/manfredi/100_Anni_compact.htm (http://www.ing.unipi.it/%7Edimnp/staff/manfredi/100_Anni_compact.htm)
Tullio Marcon: Quarant'anni due idroscali – Ediprint
Dimensione Cielo: bombardieri, Voll. 4 / 5 - Bizzarri

JG53_Nibbio
03-09-2006, 11:08 AM
<span class="ev_code_yellow">
... molto interessante l'ho letto con molto piacere http://emailer.ubisoft.it/forum_smile/book.gif

Ottimo lavoro http://forums-it.ubi.com/groupee_common/emoticons/icon_smile.gif
alla prossima http://forums-it.ubi.com/groupee_common/emoticons/icon_cool.gif
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nihira
03-09-2006, 12:05 PM
Grazie Arrigoni.
Ho davvero apprezzato il tuo impegno a scrivere un articolo come questo! Molto interessante, ben scritto e anche il corredo di immagini è eccellente!

Grazie ancora!


Bye

Hptm_Moelders
03-10-2006, 05:03 AM
Eccellente articolo. Mi è piaciuto molto leggerlo

greycap11
03-10-2006, 06:57 AM
http://emailer.ubisoft.it/forum_smile/rulez.gif

BRAVISSIMO!!!!!!

http://emailer.ubisoft.it/forum_smile/devil.gif

arrigoni1961
03-28-2006, 01:50 PM
Originally posted by arrigoni1961:

l'armamento di caduta (del Cant.Z 501) era invece dato da(...), 4 x 70kg sferiche


Ragazzi, http://emailer.ubisoft.it/forum_smile/mumble.gifnessuno sa dirmi qualcosa su questo tipo di bombe?

bigans1976
02-08-2007, 02:21 PM
Bell'articolo, complimenti, l'ho riletto con piacere e credo che, data la specificità del settore toccato in pochi sapranno aggiungere altro!
Ho notato che hai fatto riferimento ai bollettini del comando supremo, sai dirmi dove recuperare quelli del 43, almeno fino all'armistizio ci dovrebbero essere?
Ho tutta la serie 1940, 1941 e 1942, tranne per l'appunto il 43!

Per le sferiche credo siano quelle di Tom e Jerry!

Scherzi a parte, potrebbero essere mine magnetiche?

Ciao

Sandro_530
02-09-2007, 07:04 AM
Grande post, arrigoni!

Una nota: l'aneddoto riportato sull'RS14 coincide per descrizione e data con uno degli abbattimenti attribuiti a Pietro Bonannini.

goggolino
02-09-2007, 07:34 AM
Bravo! Grande lavoro ed impeccabile presentazione. Sul discorso delle bombe sferiche, ma lo dico senza alcuna pretesa di scientificità nè possibilità di citazione (ho tentato di risalire alla fonte ma non ci sono riuscito, l'età avanza inesorabile) mi ricordo di aver letto su un libro relativo alla Marina Militare che la nostra aveva anche un tipo di bombe di profondità sferiche perchè lanciate da appositi mortai sui lati o fatte scivolare a poppa su rotaie. Non ricordo però se era relativo alla prima G.M. o al periodo tra le due guerre o se fosse un esperimento o quant'altro. Magari era un riciclaggio volante dei residuati, in Africa avevamo i cannoni del secolo precedente....
ciao e complimenti ancora

Meteor_262
02-09-2007, 12:52 PM
Complimenti arrigoni, come al solito http://forums-it.ubi.com/groupee_common/emoticons/icon_wink.gif

a breve dovrei mettere anch'io dei post simili al tuo (l'avevo promesso a Nibbio "ai tempi")

arrigoni1961
02-09-2007, 04:19 PM
Originally posted by Sandro_530:
l'aneddoto riportato sull'RS14 coincide per descrizione e data con uno degli abbattimenti attribuiti a Pietro Bonannini.

E' proprio quello; infatti Bonannini volava con le Squadriglie dell'83? Gruppo, cui apparteneva anche la 170a con i suoi RS.14.
E, a proposito di Bonannini, posso anticiparvi che a brevissimo conosceremo la seconda parte della sua breve ed avventurosa vita, con dati e foto di primissima mano...

fedja1970
02-16-2007, 04:29 AM
quando sei pronto postalo http://forums-it.ubi.com/groupee_common/emoticons/icon_biggrin.gif

Sten_47
06-07-2014, 08:32 PM
Buonasera, complimenti per la ricerca ... per vari motivi mi ritrovo ad avere del materiale fotografico prodotto nel periodo bellico da parte di un pilota ricognitore del Comando Navale Sicilia (83? Gruppo), sono immagini di volo in formazione prese con la macchina fotografica privata di pilota dato per disperso durante una sua successiva missione nei cieli di Malta, se interessano, posso provare a postarne qualcuna ... ne ho un album pieno tra i ricordi di mia madre ... qualcuna vorrei donarla al museo dell'areonautica militare di Bracciano, ma non ho alcun contatto ...

turko_75
06-09-2014, 06:03 PM
Buonasera, complimenti per la ricerca ... per vari motivi mi ritrovo ad avere del materiale fotografico prodotto nel periodo bellico da parte di un pilota ricognitore del Comando Navale Sicilia (83? Gruppo), sono immagini di volo in formazione prese con la macchina fotografica privata di pilota dato per disperso durante una sua successiva missione nei cieli di Malta, se interessano, posso provare a postarne qualcuna ... ne ho un album pieno tra i ricordi di mia madre ... qualcuna vorrei donarla al museo dell'areonautica militare di Bracciano, ma non ho alcun contatto ...

Benvenuto,

la discussione in effetti è datata 2007 quindi dubito che qualcuno degli utenti intervenuti sia ancora presente sul forum (visto la migrazione della saga di IL-2 verso altri publisher).
Il materiale he possiede è sicuramente interessante e credo che qualsiasi museo sarà interessato. Non ho contatti per quello citato, ma nella pagina del sito è presente un indirizzo e-mail per contattarli:

http://www.aeronautica.difesa.it/museoVdV/Pagine/Contattaci.aspx

Se il museo è lo stesso ;-)